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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Guida alla compilazione
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE CERSOSIMO
Codice fiscale/Partita IVA 82000310761
Comune Cersosimo
CAP 85030
PEC comunecersosimo.pz@pec.it
Legale rappresentante DOMENICA PAGLIA
Responsabile del procedimento
Nominativo DOMENICA PAGLIA
Email comunecersosimo@rete.basilicata.it
Telefono
Ruolo SINDACO
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene CERSOSIMO: I MONACI BIZANTINI IN BASILICATA
Localizzazione
Luogo culturale Il luogo culturale dove sarà realizzato l'evento è il Comune di Cersosimo (PZ), ricadente nel Parco Nazionale del Pollino, primo insediamento umano della Val Sarmento. Il progetto sarà preparato all'interno di alcune strutture comunali presenti in paese e nel Centro storico con il coinvolgimento della comunità, la cui memoria orale, tiene in vita il bene intangibile. L'insediamento si trovava in posizione strategica, sul percorso che attraversava l'altopiano del monte Carnara (m. 1283) per raggiungere Alessandria del Carretto e quindi la piana di Sibari. Mutate le condizioni socioeconomiche il Centro fu abbandonato fino a scomparire del tutto. Nel 1034, poco distante dalla fortificazione cioè a mezza costa delle pendici occidentali del Giansilio, la contrada si popolò nuovamente per la costruzione di un Monastero basiliano dedicato alla Vergine Maria. Secondo il Racioppi Cyr.Zozimi deriva da Cir (abate) e Zozimus (nome del fondatore del Convento).
Localizzazione geografica Cersosimo, in provincia di Potenza, in Basilicata, conta 682 abitanti. Sorge a 548 m s.l.m. ai piedi del Monte Castello e si affaccia su paesi della Calabria quali Oriolo (CS), San Giorgio Lucano (MT) e San Paolo Albanese (PZ). Il suo nome deriva dal monastero Basiliano Kyr-Zosimo o Cir-Zosimi, risalente al 1100, attorno al quale si sarebbe formato il primitivo abitato. Kyr significa "abate" in greco (Î?Ï?ρ) e Zosimo era il nome del fondatore del monastero. Del monastero non è rimasta traccia tangibile ma molti sono i documenti storici che lo descrivono e le testimonianze orali che ne ricostruiscono lo splendore. Cersosimo, in quanto primo insediamento bizantino di Basilicata è collegato ad altri luoghi fisici del territorio regionale quali le Chiese rupestri, di origine Bizantina di Matera, il Monastero di Sant"Elia e Anastasio di Carbone (PZ), Santa Maria di Orsoleo di Sant"Arcangelo (PZ), la Chiesa bizantina di Lungro (CS) e la Chiesa Bizantina di Grottaferrata nei pressi di Roma.
Descrizione del bene
Aree tematiche - Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
- Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
- Linguistica (dialetti, ...)
Valutazione interesse culturale La presenza dei monaci bizantini nel territorio della Basilicata è un dato storico antropologico radicato e connotativo. Basta pensare che il territorio regionale si chiamava "Lucania"? e fu ribattezzato, attorno al 1.000, proprio dai monaci bizantini, rappresentanti dell"Impero bizantino, Basileus, Basilicata. Il mondo bizantino è quindi ben radicato nella storia e nella tradizione culturale della comunit? lucana. Se oggi le chiese rupestri di Matera, tra le quali quella di Santa Barbara, o i resti del Monastero di Carbone, rappresentano quanto di più significativo abbia lasciato la presenza bizantina sul territorio regionale, va detto che l"insediamento di Cersosimo è senz"altro uno dei primi insediamenti bizantini documentati in tutto il sud dell"Italia. Va specificato inoltre che la cultura bizantina, oggi, è percepita come uno strumento di percezione dell"identit? storico culturale di buona parte della Basilicata rappresentandone un"unicit? culturale che, per giunta, va irrobustita e difesa prima che scompaia del tutto. Oggi si ammirano le chiese ipogee di Matera di matrice bizantina ma pochissimi le collegano al rito bizantino, all"identit? bizantina presente nel territorio regionale di cui Cersosimo, ancora oggi, rappresenta un caposaldo.

E allora a Cersosimo è necessario salvare un bene immateriale, mettendolo in rete con Matera, Carbone, Sant"Arcangelo, Tursi, e San Paolo Albanese dove, ancora oggi, il rito bizantino, arrivato attorno al XVI sec., viene praticato. Il progetto mirer? ad irrobustire anche il primo sito di cui si ha traccia e che sorse sul monte Castello di Cersosimo, nel IV secolo a.C. ad opera di popolazioni Lucane provenienti dall'appennino centrale appartenente ai gruppi di lingua osca. Probabilmente l"insediamento fu in contatto con le colonie greche o addirittura fu abitato dai greci, come dimostrerebbe l'impianto difensivo. Nel Medioevo fu ricostruita, più a valle, come casale agricolo, e si svilupp? intorno ad un convento di monaci basiliani sfuggiti all'iconoclastia bizantina (movimento religioso, ma con forti connotazioni politiche, contrario al culto delle immagini delle divinit? diffusosi nell'impero bizantino nei secoli VIII e IX. Il termine deriva da una parola greca che si compone del sostantivo e?kon, "immagine" e del verbo kl?ein, "spezzare"). Molte sono le testimonianze storiche che ci permetteranno di ricostruire l"arrivo dell"Abate Kyr, della fondazione del primo Monastero e della diffusione del culto bizantino, delle più moderne tecniche agricole e di tutta quella sapienza esperienzale che il mondo bizantino port? in Basilicata.
Contesto Cersosimo sorge in posizione panoramica tra alberi di ulivo, boschi e vigneti. L"origine dell"abitato risale al IV sec a. C., fu abitato anche dai Greci, ma l"elemento identitario più importante è sicuramente la nascita del Monastero Bizantino ad opera dell"Abate Kyr. I monaci bizantini sono abitualmente chiamati "Monaci basiliani". Il monachesimo bizantino passa attraverso tre stadi di sviluppo: è, in origine, eremitico; il monaco è veramente tale, vive, cioè, nella più completa solitudine. Diventa, quindi, lauritico: il monaco vive solo, per lo più in una grotta, ma in altre grotte vicine vivono altri monaci, e in alcune occasioni particolari, come feste, uffici e preghiere speciali, tutti si riuniscono insieme. Il terzo stadio consiste nel cenobitismo: si ha, cioè, come dice il nome stesso, una vita in comune in un cenobio propriamente detto; nel cenobio si ha un superiore, ed è tutto in comune persino gli indumenti. Questi tre stadi del monachesimo si incontrano in Basilicata e a Cersosimo si succedono in maniera sistematica. Il luogo dove sorge il paese è ancora immerso in una natura incontaminata, un sito colmo di grotte con paesaggi mozzafiato che si affacciano sul Torrente Sarmento. Un luogo geofisico che è stato scelto dai monaci eremiti. I monaci dell'Italia meridionale furono, all'inizio, eremiti. Giunsero in Calabria e Basilicata gi? nel secolo VII. Provenivano dalla Siria, dalla Libia, dall'Egitto: lasciavano i loro paesi devastati dalle prime invasioni arabe (636-638). Questi monaci attraversavano il mare con mezzi di fortuna e giungevano in Sicilia donde, poi, molti passavano in Calabria e in Basilicata. L'emigrazione continu? nel secolo VIII, anche in seguito alla persecuzione iconoclasta scatenata, nel 726, dall'imperatore Leone III Isaurico. E, a questo proposito, bisogna notare che i monaci che venivano in Italia per sfuggire all'ira iconoclasta dovettero dirigersi verso le zone dell'Italia meridionale longobarda (Calabria settentrionale, Lucania, Campania) essendo le regioni italiane direttamente dominate dai Bizantini tenute all'osservanza delle stesse leggi vigenti nelle zone orientali dell'Impero: se in Oriente era proibito il culto delle immagini, questo era proibito ugualmente nelle regioni bizantine italiane. Nacquero allora, certamente, i primi stanziamenti monastici del monte Bulgheria, a sud di Salerno, e del Mercurion, al confine calabro-lucano. L'importanza di queste sedi monastiche, poste sui monti ai confini calabro-lucano-campani, crebbe in seguito all'invasione araba della Sicilia, regione che nel 902 (caduta di Taormina) era gi? totalmente sotto il dominio musulmano. Quasi tutti i monaci che vivevano in Sicilia passarono, allora, lo stretto, e salirono verso la Calabria e la Basilicata.
Descrizione modalita' di gestione La storia dei "monaci bizantini di Cersosimo"?, del patrimonio naturalistico ancora vivo, della tradizione musicale corale, la loro unicit? e l"importanza internazionale che rivestono, oggi hanno bisogno di un"organizzazione strutturale e di una capacit? di "gestione"? del bene immateriale che ha bisogno di strategie e capacit? professionali notevoli. Il Comune ha pensato, in tal senso, di interagire con il Centro Mediterraneo delle Arti, compagnia teatrale riconosciuta e finanziata dal Ministero dei Beni e delle Attivit? Culturali, diretta da Ulderico Pesce, che ha mostrato grande interesse verso i tematismi esposti. Oggi sentiamo l"esigenza di creare un rinnovato interesse nazionale sul bene individuato. E" stata costruita pertanto un"intesa tra il Comune di Cersosimo e il Centro Mediterraneo delle Arti, tra le migliori compagnie teatrali italiane, con la finalit? di un agire comune che pu? portare alla divulgazione dei tematismi individuati. Il Comune di Cersosimo, in sinergia con il Centro Mediterraneo delle Arti, propone quindi una serie di eventi da realizzare nel Centro storico che possano valorizzare il paese, la sua storia e le sue caratteristiche religiose ed etnoantropologiche. Gli eventi previsti si avvarranno di svariati codici, quello del teatro, della gastronomia, della storia orale, della musica, dell"architettura e delle videoinstallazioni.
Caratteristiche significative Il bene intangibile è rappresentato dalla messa in rete di vari tematismi: la storia del "primo insediamento bizantino"?, la natura e il paesaggio, la tradizione musicale corale, la tradizione gastronomica.
Bibliografia 1 Legatio Liutprandi, in "Rerum italicarum scriptores" II.
2 G. RACIOPPI, op. cit. II, pp. 128-129, e pg. 133 n. ove è riportato il testo latino originale "Scripsit Polyeuctus, Constantinopolitanus Patriarca Hydruntino Episcopo privilegium, quo sua auctoritate habeat licentiam episcopos consecrandi in Acirentia, Turcico, Gravina, Matera, Tricarico, qui ad consecrationem Domini Apostolici pertinere videntur". Cfr. anche G. GAY, op. cit., pp. 229-230.
3 G. RACIOPPI, op. cit. II, pp. 229-230 (cfr. anche pg. 142).
4 G. ClPRII, Descriptio orbis romani. Ed. E. Gelzer, Lipsia, pg. 82, n. 1729, 1763.
5 G. MINASI, S. Nilo di Calabria, Napoli, 1892, pp. 107-108.
6 F. RUSSO, La metropolia di S. Severina, in "Archivio storico per la Calabria e la Lucania" anno XVI, f. II, pp. 1-20. Rip. in "Scritti storici calabresi" Napoli, 1957, pp. 43 sg.
Cerenzia, attualmente un piccolo centro in prov. di Catanzaro, fu unita, nel 1438, dal papa Eugenio IV alla diocesi di Cariati, di nuova fondazione.
7 F. UGHELLI, Italia sacra, Venezia, 1721, col. 6.
8 G. ANTONINI, La Lucania, Napoli 1797, II, pp. 22 sg.
9 I restauri hanno, fra l'altro, riportato in luce alcuni antichi affreschi che, per il loro stile, confermano un sicuro periodo greco della chiesa. Del resto gi? l'Ughelli (op. cit., VII, col. 69) aveva detto che la cattedrale di Anglona era "intus picturis ac imaginibus graecis ornata".
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive Il progetto è una riflessione dedicata ai giovani sulla storia di Cersosimo, dal primo insediamento del IV ec. A.C. di cui conserviamo tracce archeologiche, all"arrivo dei monaci bizantini, dalla bellezza del paesaggio alla bont? dei prodotti e fino alla grande tradizione musicale odierna di costruzione di zampogne e surduline. Il progetto consiste nell"allestimento di un evento che possa far rivivere i tematismi indicati. L"evento sar? itinerante, sar? affidato al Centro Mediterraneo delle Arti, e sar? strutturato sui codici del teatro, della musica, della letteratura, delle videoproiezioni e della gastronomia. Sar? attuato un vero e proprio percorso guidato attraverso i luoghi "bizantini"? che ancora oggi caratterizzano il paese. Un percorso che è artistico ma è anche gastronomico, le case del centro storico, le cantine, le chiese, le grotte, ospiteranno microeventi musicali, teatrali, e nel contempo il pubblico deguster? cibi della tradizione.
Attivita' proposte Il progetto mira per la prima volta e in maniera strutturale a rivitalizzare e rendere fruibili i tematismi indicati.
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? No, da realizzare per la prima volta
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare Negli anni precedenti sono state realizzate alcune attivit? collegate ai tematismi individuati.
Calendario attivita' L"evento è previsto durante l"estate del 2016 mentre la fase di studio e di coinvolgimento della comunit? è prevista per la primavera del 2016.
Piano dei costi 150000
Piano dei ricavi 200000
Partecipazione comunita' Per stimolare la partecipazione della comunit? alla preparazione dell"evento saranno attivati una serie di lavoratori di Comunit? sul codice del teatro, della musica, della letteratura. Nel contempo saranno coinvolte le Scuole della Val sarmento e del Senisese e del Metapontino. Saranno coinvolte inoltre le Chiese di Tursi, Matera ed Acerenza, l"Universit? di Basilicata e l"Universit? della Calabria. Visto che il Centro Mediterraneo delle Arti è finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attivit? Culturali contiamo di costruire sinergie di intenti sia con la Regione Basilicata che con detto Ministero.
Stato della progettazione Progettazione esecutiva e cantierabile