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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI CALVELLO
Codice fiscale/Partita IVA 00214990764
Comune Calvello
CAP 85010
PEC anagrafecomunecalvello@pec.it
Legale rappresentante MARIO DOMENICO ANTONIO GALLICCHIO
Responsabile del procedimento
Nominativo MARIO DOMENICO ANTONIO GALLICCHIO
Email gallicchio.ma@libero.it
Telefono 0971920039
Ruolo SINDACO
Denominazione del bene tangibile
Nome del bene CASTELLO DI CALVELLO
Localizzazione
Localita' Calvello
Indirizzo Rio San Nicola Rione San Nicola
Coordinate geografiche Latitudine: 40?28'35.91
Riferimenti catastali
Comune Calvello
Foglio 15
Particella/e 52
Descrizione del bene
Natura prevalente Complesso architettonico
Periodo di realizzazione Fine secolo XI
Valutazione espressa dal MiBACT D.M. 23.01.1984
Contesto Calvello è un centro abitato dell'Appennino Lucano, distante circa 40 Km a S da Potenza. Sorge in buona parte su di un colle ad un'altitudine massima di m 795 s.l.m di fronte il monte Volturino. Alle pendici del colle scorre la fiumara 'La Terra' che divide l'abitato dal borgo extramoenia di Sant'Antuono.
Il corso fluviale tange l'insediamento monastico di S. Maria de Plano, che fu prima benedettino, tra XII e XIV secolo, poi dei Minori Osservanti dal 1587 fino alla soppressione postunitaria.
In cima al colle domina il Castello, la cui prima attestazione risale al 1089 quando Normanno, conte di Marsico, favorisce l'entrata dei Benedettini a Calvello, donando all'abate di S. Stefano di Marsico Nuovo, la chiesa di S. Nicola, "versus castellum Calvelli", e la domus di S. Caterina "iuxta fluvium". Questo documento, oltre a costituire un 'terminus ante quem' dell'esistenza del castello suggerisce un''evoluzione policentrica dell'abitato.
La storia urbana di Calvello si sviluppa intorno al castello, un monastero e un ponte che nel medioevo costituiscono tre tipici poli intorno ai quali poteva nascere un abitato. A ciascuno di essi corrispondeva una ragione d'essere dell'aggregato abitativo che vi si sviluppava intorno.
La prima era la difesa della comunit?.
Calvello, ancorché cinta da mura, si stringe intorno al proprio castello, ultimo ed estremo ricovero per la popolazione in caso di attacchi nemici. La prova manifesta di ci? è la forma urbana ad anelli concentrici che vi si sviluppano intorno.
La seconda ragione d'essere di un abitato è l'esigenza vitale di instaurare un tessuto di relazioni sociali, economiche e religiose tra la comunit? monastica e gli abitanti. Ci? porta alla formazione di un'appendice urbana ('il Piano') i cui residenti vivono anche delle ricchezze e dell'intraprendenza dei monaci. Il ruolo aggregante svolto da essi si riflette sul tessuto urbano, formato da un insieme articolato di caseggiati che si attestano lungo le vie che portano al monastero.
La terza motivazione per un insediamento stabile pu? anche essere quella di gestire una struttura stratica quale una dogana o un ponte, come quello di sant'Antuono di chiara fattura medievale, nei pressi del quale si sviluppa il borgo di Sant'Antuono.
Nel tempo il bipolarismo castello-monastero sfuma, quando a partire dall'et? moderna, con la costruzione di una seconda cinta muraria verso la fine del 400, i due nuclei si uniscono formando un unico aggregato urbano.
Riguardo al terzo nucleo, limitato dal fiume su un lato, si espande all'interno inerpicandosi su un fianco di una collina posta di fronte al colle dell'abitato principale
Sintesi morfologica e tipologica Il complesso architettonico presenta una pianta dalla forma quadrangolare che si articola su due livelli a cui si aggiunge un terzo seminterrato sul lato sud Le quinte murarie si interrompono allo spigolo NE, dove svetta una torre quadrata che conserva l'impianto di un mastio di origine normanna, nucleo fondatore della rocca. Sotto gli svevi (1220-50), il castello, viene ampliato articolandosi intorno ad un cortile. In et? angioina l'impianto si amplia con nuove torri, dalla forma circolare, e corpi di fabbrica realizzati sfruttando i muri perimetrali di cinta.
Con i Carafa il castello perde la sua funzione di rocca militare divenendo un palazzo che subisce varie modifiche nella distribuzione degli spazi, in particolare sul lato occidentale, e sulle facciate esterne e quelle prospicienti il cortile. A tal riguardo si citano la facciata sud caratterizzata da alti finestroni che si sovrappongano a finestre ad arco di epoca medievale e una loggia con archi a tutto sesto sul lato est del cortile dal chiaro stile rinascimentale. Di epoca settecentesca, a cavallo tra i Carafa e i Ruffo, pare ascriversi la facciata ovest prospiciente il cortile, caratterizzata da alte semicolonne ed archi a sesto ribassato.
L'ingresso principale alla parte abitabile del piano terra è di fronte all'arco d'entrata. Subito a destra, erano ubicate le scuderie e le stalle, da cui si poteva sia uscire attraverso la posterla, sia scendere, mediante una scala in pietra, ad alcuni vani sottostanti, coperti da volte e adibiti a depositi di grano, proveniente dalle masserie di propriet? del signore.
Una descrizione del Castello che risale agli inizi di questo secolo ci dice che due vani, probabilmente ubicati nell'ala occidentale e in un adiacente corpo di fabbrica, erano adibiti a 'prigione'. Nel 1822 qui si install? la corte marziale che condann? alla pena capitale noti esponenti locali della carboneria, colpevoli di aver cospirato contro il regime borbonico. Dalla stessa descrizione, si apprende che al primo piano vi era una sala con un soffitto dipinto raffigurante Salomone e un ampio salone anch'esso affrescato, situato probabilmente nell'ala meridionale, dove esercitavano l'arte della scherma, i principi Fabrizio e Paolo Ruffo. Di questi dipinti, solo alcuni mostrano ancora delle tracce di pellicola pittorica altri sono andati perduti in seguito ai dissesti statici delle volte e delle pareti portanti generati dalle azioni telluriche del secolo scorso. Altre pitture non menzionate dal documento, ma rinvenute in varie parti dell'edificio rappresentano scene mitologiche, ambientazioni di quotidiana e battute di caccia che i Carafa, prima, ed i Ruffo effettuavano nei boschi del Farneto e della Difesa della Pincia in agro di Calvello
Storia Dal castrum al palazzo è il paradigma che sintetizza la linea evolutiva dal punto di vista tipologico e funzionale del castello di Calvello. I documenti lo citano come castellum in et? normanna (XI-XII secc.), castrum in quella federiciana (prima met? del XIII sec. ) e angioina (XIII-XIV secc., palazzo ducale al tempo dei Carafa (XVI sec.).
Il primo feudatario e proprietario del castello, di cui si conosce il nome, è un Matheus de Calvello(1147). In et? federiciana il castrum di Calvello era uno dei 29 castelli della Basilicata inclusi nello Statutum de reparatione castrorum che beneficiavano di opere di manutenzione e riparazione a spese degli abitanti del paese dove ricadeva il castello e di altri centri limitrofi.
In et? angioina il castrum passa di mano a mano a vari milites di origine francese.
Le fonti tacciono sul castello e i suoi signori per tutto il XIV e parte del XV secolo. Nella prima met? del '400, il Signore di Calvello è Damiano Caracciolo a cui succede Guglielmo di Sanseverino.
Dalla met? del '500 il feudo ed il castello diventano propriet? dei Carafa della Marra a cui si deve la trasformazione della rocca in palazzo. Nel 1763 il feudo e il castello passano nelle mani dei Ruffo di Bagnara, che rimarranno in possesso del "palazzo" fino ai primi anni '50 del 900. Dagli anni'80 il castello è di propriet? comunale.
(Masini N, Calvello : dal castrum al palazzo, ESI, Napoli 1996)
Destinazione d'uso Altro
Periodo di fruizione A partire dall'inaugurazione dell'ala occidentale che avverr? nei prossimi mesi il castello sar? visitabile con modalit? e date da definire.
Modalita' di gestione Diretta
Servizi attivi - Visita e vigilanza
Servizi attivabili - Accoglienza
- Informazione
- Guida e assistenza didattica
- Organizzazione di mostre e manifestazioni culturali
- Pulizia
- Visita e vigilanza
Non fruibilita' Il castello non è al momento fruibile: lo sar? dopo l'inaugurazione del Museo espositivo, ludico-didattico della Ceramica nell'ala ovest e di parte dell'ala sud.
Completamento ai fini della valorizzazione e fruizione
Data e storia recente dei restauri e degli interventi di conservazione I_(2001-07) Dopo alcuni interventi post sisma dell'80, il castello è oggetto consolidamenti e rifacimenti di alcune coperture.
II_(2008-12) completati la copertura e il consolidamento, effettuati i restauri di facciate e cortile, rifatti i solai per circa l'80%.
IIIa_ (Nov. 2014-Ago 2015) ha inizio l'operazione 'ultimo miglio' che ha come primo importante risultato il riuso dell'intera ala ovest e di parte dell'ala sud adibiti a Museo espositivo, ludico-didattico della Ceramica, di imminente inaugurazione
IIIb_ (Giu-Nov2015) finiture e impiantistica nel piano terra dell'ala sud
Il COMPLETAMENTO ispirato alla logica dell'ultimo miglio prevede
IVa_allestimento dello stralcio IIIB da adibire ad esposizioni temporanee e attivit? culturali e creative.
IVb_riuso del salone degli affreschi (I piano-ala sud) da adibire ad auditorium e sede di eventi,
IVc_riuso ala nord a studi e uffici per attivit? di incubazione nel settore dell'industria culturale e creativa
Risorse necessarie per opere murarie 100000
Risorse necessarie per attrezzature e allestimenti 250000
Risorse necessarie per altro 600000
Eventuale descrizione risorse necessarie per altro 1
350.000 euro serviranno a rendere fruibile l'ala sud,
1a) gi? funzionale al piano terra e completa di impianti e finiture: pertanto si dovranno realizzare solo gli allestimenti per esposizioni temporanee e attivit? culturali e creative (100.000 euro)
1b) non ancora funzionale una sala ed un vano del I piano dove si dovranno realizzare gli impianti, le finiture e i restauri dei dipinti murali e allestimenti per adibirla ad auditorium (250.000 euro)

2
600.000 euro serviranno a rendere funzionale e fruibile il primo piano dell'ala nord da adibire a studi e uffici per attivit? di incubatore nel settore dell'industria culturale e creativa
Intese istituzionali
Disponibilita' a forme di gestione diretta Disponibilit? gestire in forma diretta tramite stipula di convenzioni con professionalit? e imprese
Disponibilita' a forme di gestione indiretta Disponibilit? forme di gestione indiretta tramite la stipula di convenzione con gli enti regionali, con la messa a disposizione sia dei mezzi tecnici a disposizione dell'amministrazione che con la partecipazione in termini finanziari fino al 15% delle risorse necessaria a per la fruibilit? totale del
bene.
Risorse aggiuntive Risorse aggiuntive da parte del Comune di Calvello
Importo risorse aggiuntive 150000
Sostenibilita' gestionale I progetti prevedono una prima fase di individuazione e definizione dei soggetti dei soggetti da coinvolgere (professionisti ed imprese) e definizione delle modalit? di assegnazione
Sostenibilita' finanziaria La diversificazione delle destinazioni d'uso è finalizzata ad una gestione sostenibile del castello con l'apporto di imprese e professionista a cui sar? in parte affidata la gestione dei laboratori della ceramica e dell'incubatore di attivit? culturali e creative. Risorse si potranno ricavare anche da eventi e cerimonie nel salone-auditorium.
Vincoli su territorio Vincolo ai sensi del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
Conformita' urbanistica gli interventi infrastrutturali previsti saranno eseguiti e progettati in conformit.. alle norme previste dal vigente PRG
Conformita' ambientale Conforme
Eventuali risorse aggiuntive Risorse aggiuntive da parte del Comune di Calvello
Stato della progettazione Progettazione preliminare