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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI TRICARICO
Codice fiscale/Partita IVA 00260970777
Comune Tricarico
CAP 75019
PEC comune.tricarico.statocivile@cert.ruparbasilicata.it
Legale rappresentante Antonio MELFI
Responsabile del procedimento
Nominativo VINCENZO GRASSANO
Email vincenzo.grassano@comune.tricarico.mt.it
Telefono 0835526109
Ruolo Responsabile ufficio attività culturali
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene Orti Saraceni
Localizzazione
Luogo culturale Comunità tricaricese, proprietari e utilizzatori.
Localizzazione geografica I terrazzamenti e il sistema idraulico "arabo", gli orti saraceni costituiscono una parte del territorio nel quale si sono sedimentate azioni dell'uomo, il recupero e la valorizzazione dei quali, per aspetti riferibili non solo all'architettura, al costruito, ma anche all'economia, alla sociologia, alla geologia, alla scienza della terra, potrebbero offrire all'attenzione di un turismo qualificato un habitat "unicum" nel panorama della regione Basilicata.
L'area è parte del vallone che ha origine nella conca di Sant'Antonio, sotto la Tempa San Valentino, una sorta di canyon tra il massiccio di calcarenite sulle quali si erge Tricarico verso Nord-Est e la collina, anch'essa di calcarenite, di Santa Maria verso Sud-Ovest., con un salto di quota di circa 150 metri al suo esaurirsi nel torrente Milo che, più avanti, riceve altra copiosa acqua da Serra del Cedro con il vallone Castagnone.
Il sito è stato recentemente attenzionato da più parti e sotto diversi aspetti oltre che dalla Amministrazione anche da associazioni, studiosi, ricercatori con l'intento di promuovere azioni mirate per la salvaguardia e la tutela.
Descrizione del bene
Aree tematiche - Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
- Saperi tecnici e artigianali
- Territoriale-ambientale
Valutazione interesse culturale Gi? nell'XI secolo è documentato che Tricarico fosse un centro urbano a tutti gli effetti, a quella data la citt? aveva completato quello che si pu? chiamare il suo "ecosistema urbano", cioè quei processi di adattamento ed interazione tra l'insediamento umano e le risorse disponibili localmente.
La geomorfologia e l'antropizzazione del territorio ( in particolare dell'area denominata orti saraceni) sono state molto studiate e documentano l'interesse storico su quest'area, dove grotte, terrazzamenti, orti, resti di mulini ad acqua, testimoniano la presenza umana dall'epoca pre-romana, al periodo dei monaci basiliani, degli arabi, fino all'epoca contemporanea.
Le fonti bibliografiche documentano come la geomorfologia del territorio e le caratteristiche della calcarenite giustificano la presenza dell'acqua e delle cavit? naturali e come questi elementi abbiano potuto essere alla base della scelta localizzativa prima di sosta della transumanza e, successivamente, dell'antropizzazione del costone di Tricarico (grotte tamponate con esposizione a sud, ancora presenti), sul quale gi? nell'alto medioevo si era consolidata una organizzazione urbana importante e dominante rispetto alle aree circostanti.
Il forte rapporto dell'organizzazione spaziale dai confini murati dell'abitato fino alla valle del Milo è documentato a livello iconografico e tuttora sostanzialmente intatto e utilizzato.
Sull'area come su gran parte del territorio di Tricarico insiste un Vincolo paesaggistico ( L.1497/39)
Contesto Tricarico cittadina di circa 6000 abitanti vanta numerose emergenze storico artistiche che soprattutto negli ultimi anni sono state valorizzate anche a livello di promozione turistica. Si sono realizzate numerose iniziative ed eventi legati sia a percorsi turistici nel centro storico sia a risorse immateriali quale il Carnevale e il Raduno delle maschere demoetnoantropologiche.
L'area degli orti saraceni è stata più volte portata all'attenzione con iniziative di promozione e sensibilizzazione.
Gli "Orti saraceni" di Tricarico sono costituiti da superfici terrazzate a ridosso delle mura dell'abitato altomedievale degradanti verso il vallone del torrente sottostante, il cui letto si articola in una miriade di appezzamenti, irrigati con tecniche di canalizzazione delle acque sorgive di matrice araba. I primi nuclei abitativi, spesso ipogei, comunicano con l'esterno mediante i prospicienti terrazzamenti su terreni coltivati a frutteti, ortaggi, erbe officinali di uso domestico quotidiano e stagionale.
Gli appezzamenti sono delimitati da muretti a secco in conci di pietra arenaria, collegati da ripide scalette che insieme alle canalizzazioni per l'irrigazione conferiscono un valore di estrema particolarit? all'intera area.
A distanza di quasi mille anni le tracce di queste coltivazioni nelle aree interne della Basilicata sembrano essere rimaste nell'uso fortemente radicato di piante la cui comparsa nel territorio lucano è riconducibile al periodo arabo ' normanno. Come agricoltori, questi popoli, elaborarono ingegnose tecniche agronomiche che, attraverso il controllo dell'irrigazione e delle concimazioni consentivano coltivazioni intensive. Si tratta di coltivazioni che fin dal IX-XII secolo, cioè dal periodo bizantino-arabo-normanno, si sono poi protratte lungo il corso dei secoli, come ci documentano i documenti di archivio di fine Cinquecento, fino ad oggi.
Attualmente, molti di questi orti versano in uno stato di abbandono e degrado, l'intera area necessita di interventi urgenti di recupero, manutenzione e valorizzazione.
L'area degli orti è un tutt'uno con le aree terrazzate contigue alle costruzioni del centro abitato che presentano coltivazioni a frutteti per la poca irrigabilit? dei suoli, ma con una esposizione tale da poter maturare frutti che dagli orti disposti nella parte bassa della scarpata che delimita l'abitato.
La particolarit? degli orti posti nel vallone (più di novanta proprietari utilizzatori) è nella organizzazione in funzione della distribuzione delle acque meteoriche e umane incanalate nel vallone, delle copiose acque sorgive e di trasudazione delle rocce; questo sistema ha alimentato per secoli l'autoconsumo e il mercato locale dei prodotti orticoli, i più famosi dei quali sono il sedano dai bianchissimi e saporitissimi gambi (?ççê), la cicoria, le rape, le 'çkarólê.
Descrizione modalita' di gestione Attualmente, l'interesse suscitato dalle iniziative di promozione dell'area ha fatto si che si sia innescato un processo di riattualizzazione delle pratiche di manutenzione, salvaguardia, coltivazione e produzione legate a questi luoghi.
Oltre alle persone anziane che continuano a curare gli appezzamenti è rinato l'interesse da parte delle generazioni più giovani che hanno ripreso a coltivare questi appezzamenti.
Inoltre la presa di coscienza della salvaguardia ha fatto si che si ponesse l'attenzione alle buone pratiche del costruire per esempio nella manutenzione dei muretti a secco in pietra arenaria, delle canalizzazione e distribuzione delle acque e il ripristino del sistema tradizionale dell'assorbimento e dello smaltimento delle acque meteoriche.
Sono coltivati frutteti a monte e orti a valle dove si è sviluppato un sistema particolare di coltivazione grazie a un microclima favorevole, alle acque sorgive e meteoriche, e all'azione sapiente dell'uomo che ha sviluppato tecniche irrigue di matrice araba e pratiche di coltivazione di colture autoctone che bisogna trasmettere e tramandare.
Caratteristiche significative L'area dei terrazzamenti è una spalla scoscesa della collina su cui sorge il centro storico immediatamente a ridosso dei quartieri Rabata e Saracena, testimonianza, con gli orti, del sistema di irrigazione riveniente dalla cultura araba di popolazioni qui insediate che realizzarono un sistema di drenaggio e captazione delle acque meteoriche carsiche e superficiali mettendole a disposizione per la coltivazione ad orto e frutteto con il risultato finale di un valore ambientale aggiunto di indubbio fascino paesaggistico (studio prodotto per la tesi di laurea dell'arch. Antonio Graziadei).
I muretti degli orti e dei terrazzamenti furono realizzati con la stessa pietra arenaria recuperata dagli scavi degli ipogei sotto le abitazioni realizzate nei secoli.
Il recupero non solo sar? il modo più efficace per evitare il degrado al quale sta progressivamente andando incontro il millenario sistema di consolidamento, ma dovrebbe innescare anche la coltivazione di prodotti (ortaggi e frutta) una volta destinati all'autoconsumo e sono da considerare pregevoli prodotti di nicchia da tutelare e conservare oltre che mettere in campo una sperimentazione di sementi e/o erbe officinali.
Bibliografia Biscaglia C., Presenze e permanenze arabomusulmane
a Tricarico, in «Bollettino Storicodella Basilicata», 15-16, 1999-2000, pp. 111-112.
Simonetta Fascetti, Orti saraceni a Tricarico. Un progetto di rivalutazione in Basilicata Regione Notizie n. 129 -130.
Carmela Biscaglia, Incursioni arabe in Basilicata. La Saracena e la Rabata di Tricarico, i giardini e gli idiomi linguistici in Basilicata Regione Notizie n. 129-130.
Laureano P., Sahara: giardino sconosciuto, Firenze.
Restucci A., La Basilicata, Roma, Editoriale l'Espresso, 1981
Antonio Graziadei, Risorse locali e tecniche tradizionali nell'evoluzione dell'ecosistema urbano: Tricarico e la civilt? islamica. (tesi di laurea, relatore prof. Maria Perone correlatore prof. Pietro Laureano).
Pietro Laureano)Pietro Laureano, Giardini di pietra, i Sassi di Matera e la civilt? mediterranea, Bollati Boringhieri, Torino, 1993.
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive Materiale umano.
Attivita' proposte Con il coinvolgimento dei proprietari e dell'intera comunit?, l'universit?, gli istituti scolastici (agrari e alberghieri) si propongono:
A. Attivit? di visita:
1. Formazione di accompagnatori turistici.
2. Percorsi di visita guidata nell'intera area del vallone dei lavandari partendo dalla Fontana vecchia, area ricca di acque e sorgenti agli Orti nel vallone del Milo con riscoperta di itinerari legati agli antichi mulini e al percorso delle acque;
3. Messa in opera di segnaletica e pannelli informativi e didascalici; pulizia e manutenzione ordinaria dei percorsi e della viabilit? interna all'area.

B. Attivit? didattiche:
1.Laboratori didattici mirati all'individuazione delle colture presenti nell'area, al loro utilizzo e al loro incremento;
2. Laboratori per illustrare le buone pratiche del costruire, ripristino muretti a secco, gradinate, canalizzazioni, sistemazione della scarpate.

C. Attivit? di promozione e intervento diretto:
1. Elaborazione di un dossier per la candidatura del sito a patrimonio dell'UNESCO
2.Concorsi per fotografi e video maker alla ricerca di angoli suggestivi e inediti per realizzare mostre e pubblicazioni sul tema "orti"
3. Trasmissione dei saperi (arte di coltivazione dell'orto, conservazione di specie agrarie autoctone, arte culinarie, trasformazione dei prodotti, ecc) intra e inter generazionale.
4.Trasmissione delle tecniche di ripristino dei muretti, ma anche individuazione e sostituzione di recinzioni, vasche e altri elementi impropri con altri consoni al contesto.
5.Ripristino delle colture autoctone negli orti coltivati, in particolare il sedano tricaricese.
6. Promozione dei prodotti tipici (sedano, scarole) legati all'agricoltura attraverso le attivit? di ristorazione con piatti tipici.
7. Coltivazioni di nicchia di piante officiali e di filiere di trasformazione di prodotti locali per evitare la definitiva scomparsa di questo patrimonio.
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? Si, da 1 a 3 anni
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare Si sono gi? svolte attivit? di promozione con associazioni.
Calendario attivita' Riproposizione annuale.
Piano dei costi 270.000 euro
Piano dei ricavi Valorizzazione turistica del territorio con ricaduta economica sulle attivit? produttive esistenti.
Partecipazione comunita' La partecipazione della popolazione sar? diretta ad avviare delle piccole attivit? economiche di promozione dei prodotti locali e a contribuire al concreto ripristino di un meccanismo di cura, salvaguardia e valorizzazione del bene di cui l'intera comunit? è responsabile. I laboratori didattici possono diventare occasione per sviluppare e tramandare tecniche artigianali e antichi saperi alla popolazione giovanile anche con seminari e corsi dedicati.
Stato della progettazione Progettazione preliminare