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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione SAN PAOLO ALBANESE
Codice fiscale/Partita IVA 82000490761
Comune San Paolo Albanese
CAP 85030
PEC comune.sanpaoloalbanese@pec.it
Legale rappresentante ANNA SANTAMARIA
Responsabile del procedimento
Nominativo MOSE ANTONIO TROIANO
Email comunesanpaoloalb@tiscali.it
Telefono 097394367
Ruolo RESPONSABILE DI AREA
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene RETE DEI RITI ARBËRESHË
Localizzazione
Luogo culturale Il Progetto sarà realizzato con la partecipazione attiva della comunità di San Paolo Albanese detentrice della cultura Arbëreshe, che pratica, quotidianamente, da secoli. Il medesimo Progetto sarà realizzato all'interno del Centro Storico di San Paolo Albanese, del Museo della cultura Arbëreshe e all'interno del Banxhurna, Centro per la Creatività di San Paolo Albanese. L'attività coinvolge la comunità tutta, l'Amministrazione Comunale, le Associazioni Culturali e il Centro Mediterraneo delle Arti con la finalità di recuperare, tenere viva e divulgare l'identità storico-antropologica della cultura Arbëreshe presente soltanto in cinque comuni della Basilicata: Ginestra, Barile, Maschito, San Costantino e San Paolo Albanese.
Localizzazione geografica San Paolo Albanese si trova nella Val Sarmento, in Provincia di Potenza, nel Parco Nazionale del Pollino. Il luogo fisico dove si riscopre la storia e le tradizioni di questa piccola comunità è prevalentemente all'interno del borgo antico ma è anche sintetizzato nel Museo della cultura Arbëreshe all'interno del quale sono raccolti strumenti, oggetti e memorie riconducibili alla nascita dell'insediamento umano ritenuto dallo Stato Italiano, Patrimonio intangibile da salvaguardare. A tal fine la Repubblica Italiana ha emanato il 15 Dicembre 1999 la Legge n. 482 che prevede, per l'appunto, la tutela e la salvaguardia delle importanti minoranze etniche.
Descrizione del bene
Aree tematiche - Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
- Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
- Linguistica (dialetti, ...)
- Santità e vissuto religioso
Valutazione interesse culturale La comunità Arbëreshe di San Paolo Albanese rappresenta un unicum culturale in Basilicata ed in Europa, visto che la cultura originaria è così radicata da resistere agli "attacchi della modernità”. Ci ha consentito di conservare tutte le sue peculiarità. A partire dal 1400 una parte di popolazione residente nell'antica Grecia e nell'antica Albania, caratterizza dall'adesione spirituale al rito Greco- Bizantino, poiché minacciata dai Turchi che volevano convertirla alla religione musulmana, lasciò quei territori per rifugiarsi in alcune regioni d'Italia e tra queste in Basilicata. Una parte di quelle popolazioni si stanziò a San Paolo Albanese (intorno al 1534) e dove ancora vive. Nel piccolo centro del Pollino si parla l'antica lingua Arbëreshe tramandata oralmente, molte anziane continuano ad indossare quotidianamente l'antico "abito". La comunità conserva abitudini alimentari che risalgono alle popolazioni originarie e, soprattutto, si celebrano le funzioni religiose in rito Greco-Bizantino nelle due Chiese presenti nel territorio di San Paolo Albanese. Molta attenzione viene riservata, da tutta la popolazione, alla conservazione delle celebrazioni ricche di simbologia orientale quali: il matrimonio, il rito dei defunti, la settimana di Pasqua e di Natale, etc. La comunità ha saputo, inoltre, tenere viva la tradizione musicale antica che ancora oggi allieta le feste e la socialità quotidiana. Grande interesse, sia a livello commerciale che storico-antropologico, riveste la trasformazione della ginestra. Attività svolta in modo intenso e produttivo fino agli anni '60. I metodi di coltivazione e lavorazione della ginestra sono raccolti e documentati presso il Museo della cultura Arbëreshe di questa comunità, tanto da suscitare l'interesse di molti studiosi ed imprenditori che si stanno attivando per mettere in campo, in modo semi-industriale la lavorazione di questa pianta da fibra, che cresce spontanea anche in terreni aridi. Tali attività consentirebbero alla comunità di San Paolo Albanese di conservare l'identità originaria continuando a rappresentare un valore culturale per l'Europa evitando la scomparsa di un'antica cultura.
Contesto Il cuore della cultura Arbëreshe è rappresentato dalla lingua che è stata tramandata oralmente da circa sette secoli da generazione in generazione. Ad oggi, nonostante qualche tentativo di codificazione scritta della lingua, l'unica modalità reale di trasmissione del sapere resta quella orale. Pertanto la comunità con la sua lingua, i suoi riti e le sue tradizioni è da un lato il bene immateriale da proteggere e valorizzare e dall'altro lato è anche il produttore del bene immateriale intangibile. È una cultura che pone la sua centralità nell'antico rito Greco-Bizantino, in una lingua antichissima tramandata oralmente, nella lavorazione della ginestra, in canti polifonici di tradizione balcanica, nel rito del falcetto, di origine pagana e assimilato dalla religione cristiana, durante il quale i contadini "mietono il grano per liberarlo dal male", rito studiato e divulgato grazie alla ricerca antropologica compiuta da Ernesto De Martino. Altro rito importante per la comunità è la Himunea, un tronetto votivo realizzato in piazza dalla comunità, fatto con spighe di grano e che viene portato a spalla durante la processione di San Rocco. Davanti alla Himunea muovono gli interpreti della danza del falcetto. Questa ricchezza demoantropologica, prodotta dalla comunità e difesa con una Legge apposita dallo Stato Italiano, ogni estate trova il suo palcoscenico naturale in Val Sarmento riscuotendo interesse da parte di un pubblico numeroso proveniente anche dalle Regioni limitrofe.
Descrizione modalita' di gestione La cultura Arbëreshe vive in cinquantadue Comuni d'Italia, sebbene molti di questi hanno perso buona parte dell'identità originaria. A San Paolo Albanese, viceversa, sono stati adottati sistemi di tutela del bene immateriale che hanno permesso la conservazione dell'humus culturale originale. Queste modalità di conservazione sono molteplici, innanzitutto la comunità stessa ha tramandato oralmente e quotidianamente la propria cultura da generazione in generazione. Un ruolo fondamentale per la trasmissione del sapere ha svolto il Museo, contenitore dei riti e delle tradizioni. Altro ruolo fondamentale è stato svolto dal Centro Mediterraneo delle Arti che, oltre a gestire il Banxhurna (Centro per la Creatività di San Paolo Albanese), annualmente e da otto anni propone la divulgazione dell'identità del luogo attraverso itinerari storico-letterari, spettacoli, video, fotografie, concerti e degustazioni di prodotti tipici. Gli eventi relativi alla cultura Arbëreshe realizzati dal Centro Mediterraneo delle Arti a San Paolo Albanese, in Val Sarmento e in Basilicata, nell’ambito del triennio 2018/2020, rappresenteranno un fondamentale veicolo di difesa, conservazione, promozione e valorizzazione della cultura di questa minoranza etnica.
Caratteristiche significative Il bene intangibile è rappresentato dalle caratteristiche demoantropologiche della comunità di San Paolo Albanese. Gli elementi caratterizzanti sono: la lingua Arbëreshe, il rito Greco-Bizantino, il rito del matrimonio, il rito del Natale e della Pasqua, il rito dei defunti, la trasformazione della ginestra, la musica e i canti polifonici di origine balcanica, il rito del falcetto, il rito della Himunea, i piatti tipici, i costumi originali e la tradizione della lavorazione del salame e del formaggio.
Bibliografia - Passatelli G., Iconostasi, La teologia della bellezza e della luce, Milano 2003, A. Mondadori.
- Smilari A., Gli albanesi d’Italia. Loro costumi e poesie popolari, Arnaldo Forni editore, 1979.
- Troiano M., Canti di San Paolo Albanese, Estratto da SHÃJZAT (Le Pleiadi),1968.
- Veneziano G., Contrasti confessionali ed ecclesiastici tra Albanesi Greco-Ortodossi o Cattolici e Cattolici Latini in Calabria e Lucania (dalle origini delle Colonie al 1919), Estratto dall'Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, Grafica, Perugia, 1969.
- Musica Arbëreshë in Basilicata, Adriatica edizione, Salentina, Lecce 1994;
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive L'Amministrazione si impegna a cofinanziare il Progetto per un importo pari ad euro 30.000,00.
Attivita' proposte RETE DEI RITI è un Progetto triennale nell’ambito del triennio 2018/2020 che vuole salvaguardare la cultura Arbëreshë attraverso vari eventi che saranno ripetuti ogni annualità, quali:
-laboratori di comunità (che hanno come finalità la conservazione della lingua, dei riti, dei costumi, delle musiche, dei piatti tipici); -percorsi animati all'interno del centro storico durante i quali viene raccontata e vissuta la cultura Arbëreshe;
- allestimenti scenografici, di illuminotecnica, di videoinstallazioni lungo alcuni vicoli e nelle piazze del centro storico;
- allestimento di spazi per la degustazione di prodotti tipici;
- riproduzione del costume tipico arbëreshë giornaliero e dell'abito per la festa;
- riproduzione degli strumenti tradizionali utilizzati per la trasformazione della ginestra;
- allestimento del racconto relativo alle gesta di Skanderbeg contro i Turchi musulmani, della diaspora e dell'arrivo delle popolazioni arbëreshe in Basilicata.
Elemento fondamentale sia per la rivitalizzazione che per la valorizzazione e la fruibilità del bene medesimo saranno la riattivazione e l'irrobustimento di tutti i riti caratterizzanti la comunità anche grazie al codice della festa popolare e della teatralità medievale. La comunità in questo modo sarà attivata ed avrà un ruolo centrale ed essa stessa sarà veicolo di attrazione turistica e culturale. Un ruolo fondamentale sarà svolto dal Centro Mediterraneo delle Arti che da otto anni propone la divulgazione dell'identità del luogo attraverso itinerari storico-letterari, laboratori, spettacoli, video, fotografie, concerti e degustazioni di prodotti tipici. Infine saranno poste in essere iniziative miranti al monitoraggio del bene attraverso video interviste e saranno avviate azioni di collegamento generazionale affinché il bene immateriale oggi caratterizzante la popolazione anziana possa essere tramandato ai giovani;
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? Si, da oltre 7 anni
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare L'evento proposto viene realizzato da otto anni dal Centro Mediterraneo delle Arti ed è
caratterizzato da laboratori, itinerari religiosi, culturali e turistici, messe in scena dei riti, degustazione dei prodotti tipici, concerti, spettacoli, video-installazioni ed altro. Per il triennio 2018/2020 che segue si vogliono porre in essere metodi operativi tali da rendere la manifestazione un appuntamento ben radicato e strutturale dell'offerta turistica e culturale della Regione Basilicata.
Calendario attivita' Il Progetto “Rete dei Riti”, nell’ambito del triennio 2018/2020, avrà la seguente calendarizzazione: ad Agosto, settembre, dicembre, di ogni anno saranno realizzati gli eventi; da Settembre a Novembre il monitoraggio del bene immateriale esistente.
Piano dei costi Il Piano dei costi prevede una spesa annua di 70.000,00 euro, per un totale riferito all’ambito delle tre annualità 2018/2020 pari ad euro 210.000,00.
Piano dei ricavi Per la realizzazione del Progetto, si stima un ricavo sulle tre annualità 2018/2020 pari ad euro 30.000,00.
Partecipazione comunita' Per stimolare la partecipazione della comunità alla preparazione dell'evento saranno attivati laboratori di comunità, al fine di mantenere la lingua, gli usi, i costumi, le tradizioni e quant'altro contraddistingue la cultura Arbëreshe. Nel contempo saranno coinvolte le scuole della Val Sarmento e del Senisese attivando degli incontri tra le varie generazioni consentendo così un passaggio dei saperi. Tra gli oggetti rituali che saranno realizzati da tutta la comunità ci sarà l’ Himunea, un tronetto votivo realizzato con spighe di grano tenero e duro. Durante la processione del 16 Agosto i danzatori del falcetto si esibiscono davanti al tronetto sopra specificato. Per la piena partecipazione della comunità durante l'anno saranno attivati laboratori di canto Greco-Bizantino, di lingua Arbëreshe, di zampogna e surdulina, di preparazione di prodotti tipici e quant'altro necessario per irrobustire l'identità del luogo.
Stato della progettazione Progettazione esecutiva e cantierabile