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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI CAMPOMAGGIORE
Codice fiscale/Partita IVA 80004930766
Comune Campomaggiore
CAP 85010
PEC comune.campomaggiore@cert.ruparbasilicata.it
Legale rappresentante NICOLA BLASI
Responsabile del procedimento
Nominativo PASQUALE DE ROSA
Email pasquale.derosa@rete.basilicata.it
Telefono 0971982261
Ruolo responsabile dell'Ufficio tecnico
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene La città dell'utopia - Campomaggiore Vecchio
Localizzazione
Luogo culturale Il bene immateriale "La città dell'utopia" con i "Ruderi di Campomaggiore vecchio" è radicato nella storia e nella cultura della comunità di Campomaggiore e dei suoi abitanti, ciascuno dei quali è erede e custode dell'esperienza da cui prende origine il bene stesso. Oggi, dunque, praticanti e custodi sono i singoli che vivono nel territorio di Campomaggiore, l'amministrazione comunale che promuove la conoscenza e la valorizzazione del bene, gli studiosi che lo analizzano e stanno ricavando, a più riprese, nuovi elementi e motivi di interesse. In un'epoca come l'attuale, in cui emergono sempre di più alla ribalta delle nuove pratiche economiche e sociali approcci quali la "share economy", la decrescita felice, il consumo di cibo a chilometri zero connesso alla tutela dell'ambiente e cosi via, la tutela e valorizzazione dell'esperienza storica della "città dell'utopia" ha una valenza universale.
Localizzazione geografica La città dell'utopia nasce geograficamente all'interno dell'abitato oggi denominato Campomaggiore Vecchio ed attualmente fa riferimento all'intero territorio comunale, essendo, il nuovo centro ricostruito a circa 4 km dall'insediamento originario. Il bene immateriale è indissolubilmente connesso allo spazio fisico dei ruderi di Campomaggiore Vecchio, essendo connaturato alla sua nascita ed alla sua evoluzione economica, storica ed architettonica. Si tratta dunque di uno spazio fisico contenente ruderi, strade, piazze, vegetazione e quant'altro puo' esserci in un borgo abbandonato a partire dal 1885. Da diversi lustri i ruderi sono oggetto di valorizzazione, attraverso l'azione congiunta del pubblico e del privato. Essendo il tema un unicum, riferito ad una precisa vicenda storica verificatasi in un determinato spazio, difficilmente si trova replicata altrove.
Descrizione del bene
Aree tematiche - Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
- Artistica
Valutazione interesse culturale Il tema della città dell'utopia e del borgo di Campomaggiore Vecchio ha sollecitato l'attenzione di studiosi soprattutto a partire dai primi anni'80 del secolo scorso. Essendo il vecchio borgo una "città di fondazione" e nascendo il concetto di utopia sociale insieme ad esso, evidentemente esso è radicato in maniera forte nella storia e nella tradizione culturale della comunità. Rispetto ad un popolo che nasce dalla mescolanza di genti autoctone, pugliesi e campane, richiamate dalla prospettiva di un vivere comune prospero e felice, il concetto della "città dell'utopia" è cio' che costituisce il collante identitario. Oggi, vieppiù, nella fase storica di una globalizzazione talvolta selvaggia, questo valore va conservato e riproposto alle giovani generazioni che spesso ne ignorano persino l'esistenza.
Contesto A Campomaggiore "Vecchio", a partire dal 1741, si realizza un esperimento sociale che porta alla costruzione ed al consolidamento di una comunità, sulla base dei principi del socialismo utopistico propugnati dal filosofo francese Charles Fourier e dall'inglese Robert Owen. I conti Rendina, signori di origine campana, che avevano acquistato il feudo di Campomaggiore pressoché disabitato nel 1673, al fine di popolarlo, emettono, nel 1741, una sorta di "bando pubblico" con il quale promettono, a chiunque giunga a Campomaggiore, la concessione gratuita di due tomoli di terra e la possibilità di tagliare legna, nei boschi di proprietà, al fine di realizzare le travi per costruire le nuove abitazioni. In cambio chiedono manodopera salariata per la coltivazione delle terre. Questo "patto sociale", insieme ad un'altra serie di agevolazioni, fa in modo che molta gente "in cerca di fortuna e progresso" arrivi nel paese, specie dalla Puglia, dalla zona di Bitonto, e dalla Campania. Nasce una piccola comune, con l'introduzione di nuove colture, l'ulivo in particolare, con lo sviluppo di una zootecnia comune, l'introduzione di servizi all'avanguardia per l'epoca (un lavatoio pubblico, uno dei primi cimiteri comunali della regione, un mulino etc.).
Questa mescolanza di popoli viene organizzata in modo originale anche dal punto di vista urbanistico. Teodoro Rendina, uno degli esponenti di spicco della famiglia, commissiona all'architetto Giovanni Pattturelli, allievo di Luigi Vanvitelli, la progettazione della pianta urbanistica del paese che sta nascendo. Il risultato è una "scacchiera", ovvero un tessuto urbano in cui regna l'ordine e l'uguaglianza, con strade che si incrociano ortogonalmente e dove le abitazioni sono tutte delle stesse dimensioni. Al centro regna la grande piazza con il palazzo baronale e la chiesa, posti uno di fronte all'altra. Dagli 80 abitanti del 1741, Campomaggiore arriva a contare 1525 abitanti nell'anno della frana. Una crescita di venti volte in circa 140 anni di storia.
Evidentemente, molte persone guardarono a quel luogo come un ambito del possibile, uno spazio fecondo e pieno di opportunità, quasi una "nuova frontiera".
L'intuizione dei feudatari Rendina, che concedono ai contadini un pezzo di terra da poter coltivare e su cui poter costruire una casa, in cambio del proprio lavoro manuale nei campi, rappresenta un geniale "espediente" per liberare energie, per inserire i contadini all'interno di un progetto di crescita collettiva, sollecitandone il protagonismo. E' il preludio all'affermazione diffusa della proprietà privata. E' forse il primo germe della nascita in loco di una borghesia, è certamente uno stimolo all'affermazione del "self-made man".
Nel corso degli ultimi anni questa vicenda ha fatto parlare di Campomaggiore come della "Città dell'utopia sociale".
Descrizione modalita' di gestione La storia di Campomaggiore Vecchio e degli ideali alla base della fondazione del borgo è stata oggetto di trasmissione orale fra le generazioni. Si è trattato di un passaggio di padre in figlio anche se bisogna considerare che l'evento traumatico della frana, che ha costretto all'abbandono del vecchio sito ed alla costruzione del nuovo, ha causato la perdita di una grande percentuale di popolazione che, dopo aver perso tutto, è emigrata all'estero. Negli ultimi 30 anni sono state promosse una serie di azioni per tutelarne la memoria. Nel 1985, in concomitanza con il centenario del dissesto idrogeologico, vengono realizzate una serie di manifestazioni e convegni che ravvivano l'identità della comunità e ne indagano gli aspetti fondativi. In questo percorso vengono coinvolte anche le scuole e gli studenti, al fine di trasferire anche alle ultime generazioni il senso dell'appartenenza a quella storia. Poi si è operato prevalentemente per la conservazione di una parte dei ruderi che rischiava di scomparire. Nel 2007 vi è stata l'ideazione di un logo che caratterizzasse l'idea di Campomaggiore come "Città dell'Utopia", da utilizzare in tutta la comunicazione istituzionale dell'ente ed in quella di promozione del territorio. Dal 2010 si è proceduto alla messa in sicurezza del palazzo baronale e, si è realizzato il "MUSEO DELL'UTOPIA" nel centro abitato e dedicato alla storia di Campomaggiore, si è realizzato un primo lotto funzionale del "giardino dell'Utopia"con la messa in sicurezza dei relativi ruderi. Dal 2010 fino all'estate 2017, si è svolto lo spettacolo "La città dell'utopia", che ripercorre in chiave fiabesca gli avvenimenti che si vissero in quel luogo. E' certamente questo il momento culminante del percorso di recupero del bene immateriale. Attraverso questo evento in grado di attrarre turisti da fuori regione, in maniera plastica ed impattante, si trasmette ad un pubblico vecchio e nuovo il messaggio di quella esperienza.
Caratteristiche significative Dal punto di vista concettuale "La città dell’utopia", con i "RUDERI DI CAMPOMAGGIORE VECCHO" rappresentano la memoria di una esperienza storica di costruzione di un agglomerato sociale del tutto singolare.
Come noto, il sito è diventato oggetto di significativi interventi per garantire la valorizzazione e fruizione: dallo spettacolo “La Città dell’Utopia”, uno dei grandi attrattori estivi della Regione, alla realizzazione di un parco giardino .
Quindi, le unità abitative diventano il luogo nel quale sono piantumati alberi ed essenze della nostra tradizione.
Ciò posto e al fine di accrescere il potenziale attrattivo anche in vista di Matera 2019, si intende conseguire l’obiettivo di una fruizione del sito anche oltre il format teatrale limitato alle rappresentazioni della “Città dell’Utopia”.
Pertanto, vorremmo si configurasse un sistema di visita aperto e con una proposta rivolta ad un pubblico durante tutti i periodi dell’anno. attraverso tecnologie che vanno dall’audiopass ad altre soluzioni più avanzate, con una narrazione poetica e musicale cui affidare il compito di alimentare un immaginario in grado di generare forti connessioni tra elementi tangibili e intangibili. Essenze arboree rafforzeranno anche la dimensione olfattiva, espedienti tecnologici amplificheranno le relazioni tattili e sensoriali generando una narrazione potenziata da effetti sonori in grado di evocare una trama di “Pietre che narrano”.
Questo racconto diffuso potrebbe consentire al visitatore una piena fruizione dell’ampia area, il divenire partecipe del vissuto e della storia degli uomini che abitarono quei luoghi e la condivisione dello spirito del progetto utopico sotteso alla fondazione di Campomaggiore.
A sera si potrebbe accrescere l’esperienza avvalendosi di tecnologie delle luci e di un filmato proiettato sulle mura del maestoso palazzo Rendina che sottolinei in modo suggestivo e spettacolare i motivi di fondazione e la tragica fine.
Bibliografia Di Giuseppe Damone:
- Lettura storico critica di una ghost town. Il progetto utopico di Campomaggiore-Cues Edizioni (2013);
- Quale futuro per i paesi abbandonati: idee progettuali per tutela e valorizzazione - Atti 2? convegno internazionale - Firenze(2014);
- (2013) La ricostruzione di Campomaggiore in Basilicata - Atti Workshop,ROMA;
- (2013) Il patrimonio delle ghost town tra memoria e valorizzazione. Atti 35? congresso internaz. Matera;
- (2013) Il rilievo per lo studio della "giovane archeologia":metodi tradizionali ed innovativi. Convegno Internaz.;
- (2012) Innovazione e tradizione per il rilievo e la rappresentazione della "giovane archeologia". Atti IV Congreso Internaz.-La Plata,Argentina;
- (1997) "Campomaggiore, archeologia dell'edilizia storica" di Pierfrancesco Rescio; Ed. CSCM;
- (1985) "Campomaggiore, storia di un paese lucano" di Giuseppe Filardi;
Articoli: l'Unità giugno 2007; La Stampa, 25 agosto 2010. Siti internet www.comune.campomaggiore.pz.it e www.cittadellutopia.it
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive Stanti le difficoltà finanziarie in cui versa, l'Ente non è in grado di mettere in campo risorse del proprio bilancio corrente per sostenere l'iniziativa principale di tutela e valorizzazione, ovvero lo spettacolo "La città dell'utopia". Le uniche risorse recuperate sono quelle derivanti dalla vendita dei biglietti, il cui ammontare, tuttavia non è minimamente sufficiente a coprire i relativi costi.
Attivita' proposte Per la tutela, valorizzazione e perpetuazione del bene immateriale si propone di sostenere ulteriormente nel corso del tempo lo spettacolo "La città dell'utopia" che ne è il principale veicolo di diffusione. L'intervento, che quest'anno 2018 giungerebbe alla sua nona edizione, è ormai collaudato e nel corso degli anni è stato contornato da iniziative che hanno incrementato la sua valenza culturale e di attrazione turistica. In particolare da circa otto anni gli spettatori vengono accompagnati in visite guidate grazie al lavoro delle locali associazioni e di guide autorizzate, attraverso le quali conoscono la storia che poi verrà rappresentata. Per il 2018 si propone una nuova esperienza di valorizzazione del sito di Campomaggiore vecchio che amplifichi le opportunità di visita attraverso un racconto denominato "Pietre narranti".
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? Si, da 4 a 7 anni
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare Sono state eseguite attività per otto anni consecutivi per quanto riguarda la "Città dell'utopia". Per la prima volta, invece, si propone una nuova esperienza di visita e valorizzazione rappresentata da un percorso narrativo di nuova concezione "Pietre che narrano".

• Manutenzione straordinaria delle aree verdi con acquisto attrezzature specifiche atte a far sì che l’intera area si presenti come un prato all’inglese con costante cura delle piante e isolati: €.15.000;
• Realizzazione chiosco-accoglienza informativo prefabbricato in legno, in sostituzione dell’attuale piccola struttura obsoleta e priva di servizi igienici: €.70.000;
• Bagni chimici (n.3) di cui uno per disabili: €.10.000;
• Realizzazione impianti audio-luce-energia, distribuzione cablaggi e definizione di 8 punti di illuminazione sull’area interessata, come già definito da progetto “Giardino dell’Utopia” candidato dal Comune a finanziamento regionale e che prevede anche l’installazione di un totem e la gestione integrata degli apparati multimediali: €.15.000;
• Produzione artistica della narrazione sonora e poetica che scandisce il percorso di visita:
• Produzione audiovisiva con ricostruzioni virtuali, spezzoni cinematografici e immagini iconografiche per la grande proiezione serale;
Creazione di prodotti di comunicazione on e off line per la promo-commercializzazione del “Viaggio nel sogno della Città dell’Utopia” per un totale di €. 120.000,00.
Calendario attivita' Per l'anno 2018, per quanto riguarda la "Città dell'utopia", lo spettacolo sarà realizzato nel periodo compreso fra la prima settimana di agosto ed il 30 agosto e cosi, mediamente, nei due anni successivi. Essendo all'aperto l'evento va comunque programmato in un periodo dell'anno in cui è più probabile avere bel tempo.

Per quanto riguarda la nuova esperienza narrativa e di visita "Pietre che narrano" sarà fruibile tutto l'anno.
Piano dei costi Complessivamente mettere in campo lo spettacolo "La città dell'utopia", per otto repliche, costa circa 146 mila euro oltre iva, al netto di quanto necessario in attività di comunicazione. Gli incassi degli anni precedenti sono significativamente bassi. Dunque l'intervento necessita di una sponda di finanziamenti pubblici a copertura di €. 146.000 oltre iva .
Piano dei ricavi Come già riportato, gli introiti dell'evento sono legati esclusivamente alla bigliettazione ed all'afflusso del pubblico che paga un biglietto di ingresso soggetto a diritti Siae per un importo compreso fra 9 e 13 euro a seconda del tipo di utente.
Partecipazione comunita' L'evento coinvolge l'amministrazione comunale, che ne è promotrice; le associazioni locali, su tutte la Pro-Loco e l'associazione Teodoro Rendina, che si occupano principalmente dell'accoglienza degli spettatori, delle visite guidate e della segreteria; circa 30 bambini del paese che partecipano con il ruolo di comparse all'interno dello spettacolo; operai chiamati a svolgere attivit? di portierato notturno al sito di Campomaggiore Vecchio ed a gestire il parcheggio degli autoveicoli; gli operatori economici che assicurano il vitto e l'alloggio del cast e dei tecnici; l'intero sistema turistico locale.
Stato della progettazione Progettazione esecutiva e cantierabile