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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI AVIGLIANO
Codice fiscale/Partita IVA 80001750761
Comune Avigliano
CAP 85021
PEC comune.avigliano@cert.ruparbasilicata.it
Legale rappresentante VITO SUMMA
Responsabile del procedimento
Nominativo MARGHERITA ACCUOSTO
Email maccuosto@tiscali.it
Telefono 0971701881
Ruolo RESPONSABILE UFFICIO AA. PP. -COMMERCIO-TURISMO
Denominazione del bene tangibile
Nome del bene CHIESA DI SANTA LUCIA
Localizzazione
Localita' Avigliano
Indirizzo VIA GIUSTINO FORTUNATO LARGO SANTA LUCIA 1
Coordinate geografiche
Riferimenti catastali
Comune Avigliano
Foglio 80
Particella/e C
Descrizione del bene
Natura prevalente Edificio di culto
Periodo di realizzazione Anno - 1566 e ss.
Valutazione espressa dal MiBACT Decreti nn. 86 del 22/07/2013 e 221 del 21/11/2013 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Contesto Il bene non appartiene ad un sistema omogeneo di beni culturali, ma si qualifica come chiesa extra moenia risalente ai principi del XVI secolo, inglobata nell'ampliamento urbano dopo il 1950, ma salvaguardata, per quello che concerne i rapporti ambientali, dal parco comunale, di cui l'edificio occupa parte dell'estrema propaggine sud-orientale.
Sintesi morfologica e tipologica L'impianto tipologico del piccolo edificio di culto è ad aula unica con un'ampia abside. A destra della facciata un piccolo corpo di fabbrica adiacente è adibito alla conservazione del corredo liturgico. La copertura è a due spioventi e presenta nella facciata, quale elemento architettonico caratterizzante, il portale in pietra calcarea. È ad arco a tutto sesto inquadrato tra lesene scanalate sulle quali corre una fascia di trabeazione ove è scolpita la dedica della cappella a S. Antonio e la data di edificazione (1566). Nei pennacchi sono scolpite decorazioni a motivi vegetali. Il manufatto, definito nella parte superiore da un fregio con piccole scanalature e da un'esile cornice tripartita, costituisce una significativa testimonianza del periodo architettonico rinascimentale, particolarmente fervido ad Avigliano.
All'interno, nell'abside e sulle pareti laterali, si può ammirare l'ultimo ciclo di affreschi del noto artista lucano Giovanni Todisco.
Nel catino absidale è raffigurata l'Incoronazione della Vergine da parte della SS. Trinità contornata da vari angeli musici. La superficie affrescata dell'emiciclo è ripartita da colonne lisce con capitelli corinzi, mentre una trabeazione decorata a meandro segna il limite oltre il quale si sviluppa il catino. Partendo da sinistra, sono ancora leggibili (in basso) alcuni caratteri di un'iscrizione riportante il nome del committente, Pirro Antonio Guglielmi, procuratore della confraternita di S. Antonio di Vienna, di Giovanni Todisco, e la data di esecuzione: 1567. Risaltano poi, racchiuse in formelle, le rappresentazioni di due miracoli compiuti da S. Antonio di Padova: la guarizione della gamba di un ammalato, e la predica ai pesci. Segue una raffigurazione dello stesso santo, chiaramente identificato dall'epigrafe posta alla sua base.
Dopo la campata centrale, decorata con motivi geometrici, proseguendo verso destra si staglia la figura di S. Paolo eremita, anche in questo caso contraddistinta da un'iscrizione, e, simmetricamente, altre formelle di cui quelle meglio conservate descrivono rispettivamente l'incontro di S. Antonio abate col centauro, e l'incontro di questo santo con S. Paolo eremita.
Sulla parete laterale destra la superficie affrescata è abbastanza estesa, e in essa spicca la scena della denuncia di S. Lucia alle autorità a causa della sua fede cristiana, cui consegue il martirio della santa rappresentato con struggente drammaticità.
Altre opere degne di nota sono costituite dalle statue di S. Lucia (secc. XVIII-XIX) e di S. Antonio abate (sec. XVII), nonché da due tele seicentesche. La prima reca la firma di B. Boccardi e la data 1689; la seconda, inserita in una cornice lignea finemente intagliata anch'essa seicentesca, è anonima. Entrambe sono state sottoposte a restauri nei secoli XVIII, XIX e ai principi del XX.
Storia Edificata extra moenia dalla confraternita di S. Antonio di Vienna, santo a cui deve l'intitolazione originaria, è attestata in documenti storici già nel 1544.
Nel 1567, rappresentata dal suo procuratore Pirro Antonio Guglielmi, esponente del notabilato aviglianese, la confraternita commissiona al noto frescante Giovanni Todisco da Abriola l'esecuzione di un ciclo di affreschi destinato ad ornare le pareti interne della chiesa, e che a tutt'oggi risulta essere l'ultimo lavoro documentato dell'artista. È quanto emerge da una dettagliata descrizione della cappella redatta nel 1643 da Flaminio Aprincipe. Nel 1856, la chiesa, intitolata a S. Antonio e a S. Lucia, è sottoposta ad un massiccio intervento di ristrutturazione che interessa innanzitutto il muro di facciata, consolidato sin dalla parte fondale. L'interno dell'edificio fu interamente scialbato, quindi ridotto perfettamente a posto con tutta decenza, occultando l'inestimabile patrimonio artistico rappresentato dagli affreschi. Questi, tra l'altro, erano stati irrimediabilmente danneggiati in vari punti, specie lungo le pareti laterali della navata, in cui erano stati collocati alcuni altari, demoliti solo nel corso del meticoloso restauro (ultimato nel 1983) mirante a restituire ciò che restava del pregevole ciclo pittorico del Todisco.
Già dagli anni '90 del '900 gli affreschi sono sottoposti al costante processo di sgretolamento della pellicola pittorica provocato dalle infiltrazioni di acque meteoriche.
Destinazione d'uso Luogo di culto
Periodo di fruizione TUTTO L'ANNO
Modalita' di gestione Indiretta
Servizi attivi - Pulizia
- Visita e vigilanza
Servizi attivabili - Informazione
- Guida e assistenza didattica
- Organizzazione di mostre e manifestazioni culturali
- Iniziative promozionali
- Pulizia
- Visita e vigilanza
Completamento ai fini della valorizzazione e fruizione
Data e storia recente dei restauri e degli interventi di conservazione
Risorse necessarie per opere murarie 200000
Risorse necessarie per attrezzature e allestimenti 0
Risorse necessarie per altro 0
Eventuale descrizione risorse necessarie per altro
Intese istituzionali
Disponibilita' a forme di gestione diretta no
Disponibilita' a forme di gestione indiretta si
Risorse aggiuntive
Sostenibilita' gestionale Il bene viene gestito in forma diretta dalla Parrocchia S. Maria del Carmine, che garantisce tramite il suo personale la logistica legata alle celebrazioni liturgiche e alle visite per scopi culturali.
Sostenibilita' finanziaria Una volta posto in essere l'intervento di restauro del manufatto e delle opere d'arte ad esso annesse, i costi di esercizio continueranno a gravare sull'ente gestore a cui, limitatamente all'aspetto legato alla fruizione del bene ai fini culturali, si affiancherebbero associazioni dotate di personale qualificato a fornire guida e assistenza didattica. In questo modo si garantisce la sostenibilità della gestione del bene
Vincoli su territorio nessuno
Conformita' urbanistica L'intervento è conforme
Conformita' ambientale conforme
Eventuali risorse aggiuntive
Stato della progettazione Progettazione esecutiva e cantierabile