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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Ente o Istituto pubblico
Denominazione Ente Parco Nazionale del Pollino
Codice fiscale/Partita IVA 92001160768
Comune Rotonda
CAP 85048
PEC parcopollino@mailcertificata.biz
Legale rappresentante Pappaterra Domenico
Responsabile del procedimento
Nominativo PIETRO SERRONI
Email pietro.serroni@parcopollino.gov.it
Telefono 0973669311
Ruolo Responsabile settore Conservazione Promozione Comunicazione ed Ed. Ambientale
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene Il popolo dei grottaroli
Localizzazione
Luogo culturale San Giorgio Lucano con oltre mille grotte antropiche distribuite su tutto il territorio del comune, è il più importante complesso rurale ipogeo tuttora in uso del sud Italia. Ogni famiglia gode il possesso di almeno una grotta. L'intera comunità è custode di usi, costumi e tradizioni legate alla frequentazione delle grotte. Una cultura della grotta per l'appunto che si tramanda da secoli. I giovani utilizzano le grotte come cantina e luogo notturno di ritrovo con amici, in occasioni delle tipiche "grottate" sangiorgesi, mentre tra gli anziani persiste l'uso in chiave agropastorale dell'ipogeo, come stalla per l'allevamento di animali di bassa corte e deposito di derrate dell'agricoltura (frutta e ortaggi di antiche cultivar) che negli ambienti scavati trovano ottimali condizioni di maturazione e conservazione.
Le grotte ubicate in campagna, sono state utilizzate fino ad alcuni decenni fa come abitazione, come possono tutt'oggi testimoniare gli anziani fruitori.
Intorno alle grotte ha ruotato tutta l'economia domestica di sussistenza del passato: questa consuetudine di utilizzo ha costruito una serie di saperi, consuetudini e tradizioni del tutto peculiari e coevolutesi con la natura stessa delle grotte.
Ad oggi, parallelamente all'utilizzo delle grotte si è creato anche un interesse diffuso alla loro valorizzazione e alla tutela della memoria storico/sociale di questo bene che si è concretizzato anche nella costituzione dell'Associazione culturale "Mille e una grotta".


Localizzazione geografica Il tradizionale utilizzo della grotta (tradizione grottarola) è di fatto legato alla presenza degli ipogei scavati nell'arenaria. Gli stessi manufatti si esprimono con una tipica architettura che ha valorizzato elementi presenti nella natura circostante per la creazione dei portali (pietra del fiume Sarmento e intonaco di calce e sabbia di scavo). Maestria di falegnami e fabbri completano le opere murarie tramite elementi che si ripetono e costituiscono tipicità (le "saittere" e i finestroni). In generale tutto l'utilizzo delle grotte ha creato una serie di manufatti e consuetudini costruttive adattati alla natura della grotta: ad esempio la necessità di creare mensole e appoggi in un substrato particolarmente incoerente ha condotto ai tipici "cannizzi" fatti di canne appoggiate sui "cantieri" ovvero pezzi di tronchi di alberi di diametro piuttosto sostenuto infissi in cavità scavate nella parete di arenaria. Benché simili manufatti si ritrovino in altri comuni della Basilicata, a San Giorgio Lucano colpisce l'entità numerica (più di un migliaio quelle censite) e l'uso ancora attuale, presente e sentito del bene che nei secoli ha creato un modello di micro economia contadina davvero unico nel suo genere. Non è un caso che il piccolo comune lucano sia identificato come "il paese delle grotte". Le grotte sono dislocate ovunque sul territorio comunale, nel centro abitato come in aree distanti e rurali. La delibera del Consiglio comunale di integrazione del comprensorio ipogeo nei territori del Parco Nazionale del Pollino alla fine del 2012, ha permesso alle grotte di San Giorgio Lucano di essere evidenziate quale Geo-sito d’interesse nell’ambito Geo-Parco Pollino Unesco. Autentico paesaggio culturale e/o identitario, ove sopravvivono costumi del tutto peculiari che vanno tutelate e tramandate come risorsa locale e presupposto d’attenzione turistica. Un parco vivo e vissuto che si percorre alla scoperta di una cultura degli ipogei.

Descrizione del bene
Aree tematiche - Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
- Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
- Saperi tecnici e artigianali
- Santità e vissuto religioso
- Territoriale-ambientale
Valutazione interesse culturale Le grotte esistevano già prima dell'attuale Centro storico. Gli abitanti di San Giorgio hanno continuato a scavare negli anni per farne l'uso che conosciamo oggi e che intendiamo tutelare e valorizzare.
Contesto Le origini degli ipogei sangiorgesi restano avvolte nel mistero. Buona parte di essi sono con molta probabilità preesistenti la fondazione ufficiale del paese (1607). Si documenta in ogni caso la massiccia presenza in Lucania, di monaci bizantini, e particolarmente di basiliani che s'ispiravano alla regola di S. Basilio Magno. Tra l'VIII e l'XI secolo scapparono dalle persecuzioni iconoclaste che proibivano la rappresentazione di immagini sacre nelle chiese d'Oriente (nel 726, l'imperatore Leone III Isaurico ordinò la distruzione delle immagini sacre e delle icone in tutte le province dell'Impero bizantino). Trovarono rifugio in luoghi solitari del sud Italia, andando alla ricerca di romitori come le grotte appunto che diventarono luoghi di abitazione e di preghiera. Oltre ad utilizzare grotte naturali, scavarono nella roccia più friabile le loro celle.
Per San Giorgio Lucano, questi fatti trovano corrispondenza soprattutto con la storia della Madonna del Pantano e del culto nella Val Sarmento. L'icona della vergine fu ritrovata miracolosamente proprio in una grotta, in contrada Pantano, laddove era stata nascosta per sfuggire alla persecuzione iconoclasta. Sulla medesima grotta, negli anni, fu poi eretta una chiesetta che venne più volte ampliata e modificata nell'attuale santuario. Luogo di pellegrinaggio degli abitanti di San Giorgio e della vicina Noepoli due volte all'anno, quando il lunedì di Pasquetta la statua viene portata a spalla dal santuario al paese dove rimane fino alla prima domenica di maggio.
È altresì curioso che anche in epoca moderna nello scavo delle grotte, si ponesse particolare attenzione a ricavare in fondo un grottino. È probabile che quest'affranto fosse stato ritrovato dai primi sangiorgesi che, per imitazione, pur ignorando il significato originario del grottino, l'hanno di continuo ricreato. Alcuni grottini a San Giorgio Lucano sono in effetti curati con aperture a finestre e rialzi che ricordano gli altari delle chiese rupestri. Che le prime grotte scavate sul territorio attuale di San Giorgio siano opera di monaci bizantini è alquanto credibile. D'altronde, Salvatore Consentino, in Storia dell'Italia Bizantina (VI-XI secolo) parla del fenomeno del trogloditismo, cioè l'occupazione o la rioccupazione di siti rupestri e cita come attestazioni di questi ultimi insieme ad altri paesi della Lucania, anche "San Giorgio Lucano, lungo il fiume Sarmento". Così come André Guillou spiega in 'Culture et société en Italie byzantine (VI-XIe s.)' che "un ultimo tipo d'habitat rupestre è quello che si è fissato sul fianco delle vallate scavate dai torrenti. Se ne conoscono nella regione del medio e del basso Sinni (Roccanova, Castronovo, Senise, Sant'Arcangelo, San Giorgio Lucano, ecc.), nella Lucania".
Nei corsi dei secoli, gli abitanti di San Giorgio hanno scavato per imitazione ulteriori grotte per farne l'uso che conosciamo oggi (cantine per il vino, pollai, porcili, luoghi d'incontro e, un tempo, anche abitazione).
Descrizione modalita' di gestione La salvaguardia dell'uso della grotta (la cultura "grottarola" di San Giorgio Lucano) passa obbligatoriamente dalla salvaguardia della grotta stessa. Conservare e tutelare le grotte come manufatti permette in un primo tempo di rilanciare l'artigianato locale (falegnami e fabbri per la creazione dei portali tipici) e in un secondo tempo, di conservare l'uso tradizionale promuovendo anche in questo l'artigianato locale (viscari per la creazione dei cestini sui quali si dispongono frutta e ortaggi), pignatari (per la produzione delle tipiche suppellettili della grotta cantina: jasche, 'uancelle, cannate etc), bottai e non ultimi gli agricoltori depositari e custodi di una biodiversit? che nelle grotte confluisce tutta una serie di derrate che nelle grotte maturano (ammezziscono) e si conservano ottimamente.
I sangiorgesi fin dalla tenera et? entrano in contatto con la grotta al seguito dei nonni e dei genitori. Acquisiscono un'esperienza senza confronto con i coetanei dei paesi vicini. In occasione dell'8 dicembre ("Spinua 'vutt"), la polluzione si aggrega spontaneamente nelle numerose grotte che costellano l'agro attorno all'abitato per banchettare dall'alba al tramonto.
In questo senso, l'associazione culturale Mille e una Grotta a San Giorgio Lucano è stata creata con l'obiettivo di tutelare e valorizzare le grotte tipiche di San Giorgio Lucano. Per realizzare gli scopi perseguiti, l'associazione organizza, anche in collaborazione con il Parco Nazionale del Pollino, visite guidate, mostre fotografiche e video, visite alle grotte con i bambini della scuola, convegni, pubblicazione di materiale informativo cartaceo e audiovisivo.
Caratteristiche significative Il complesso ipogeo antropico di San Giorgio Lucano è un autentico Paesaggio identitario. Non esisterebbero le grotte senza l'uomo così come non esisterebbe una cultura "grottarola" senza le grotte e l'ambiente su cui insistono. Allo stato attuale, ciò che è impellente conservare e tramandare è un vissuto di grande valore demoetnoantropologico. È singolarissimo nell'ambito dell'agricoltura italiana il rapporto di frequentazione degli ipogei. Ad oggi si tratta certamente del più' imponente complesso ipogeo rurale del sud Italia tutt'ora in uso ove si custodisce e tramanda una civiltà contadina, altrove estinta che è depositaria di saperi in campo agricolo, artigianale e culinario.
Bibliografia http://1001grotta.overblog.com
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive
Attivita' proposte Immediatamente attuabili:
- Campagna di comunicazione ed elaborazione materiale promozionale (opuscolo, locandine, cartoline, ecc.)
- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo (storia, paesaggi, architettura) e della cultura grottarola sangiorgese (usi e costumi legati alla frequentazione della grotta – Spinnua ‘vutt e grottate)
- A scuola nelle grotte: per perpetuare tra i giovani la cultura della grotta sangiorgese, in accordo con la scuola, si vuole strutturare un corso di "gestione della grotta". Gli alunni, in piccoli gruppi, si occuperanno in sinergia con le associazioni e gli abitanti coinvolti, di "coltivare una grotta" sia come cantina (vendemmia, vinificazione, travasi etc), sia come stalla (allevamento piccoli animali) ed altro uso in rispetto della tradizione.
Entro tre anni:
- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo (storia, paesaggi, architettura) e della cultura grottarola sangiorgese (usi e costumi legati alla frequentazione della grotta) con la tipica grottata conclusiva, e degustazione dei prodotti culinari del territorio immersi nell'atmosfera notturna delle grotte.
- A scuola nelle grotte: per perpetuare tra i giovani la cultura della grotta sangiorgese, in accordo con la scuola, si vuole strutturare un corso di "gestione della grotta". Gli alunni, in piccoli gruppi, si occuperanno in sinergia con le associazioni e gli abitanti coinvolti, di "coltivare una grotta" sia come cantina (vendemmia, vinificazione, travasi etc), sia come stalla (allevamento piccoli animali) ed altro uso, in rispetto della tradizione.
La grotta come elemento materiale del paesaggio si arricchisce di significato se utilizzata. Al fine di conservare una cultura dei luoghi che è gestione del paesaggio ipogeo, ovvero la manutenzione ordinaria delle singole grotte e dei camminamenti che conducono alle stesse, vi è tutto un sapere da trasmettere anche al fine di contrastare metodiche e materiali irrispettosi della tradizione e della tipicità. Si propone altresì di strutturare un percorso a disposizione dei turisti che svolgono attività di trekking, come per altro richiesto da gruppi e associazioni dedite alle predette attività sportive: la difficoltà d’accesso come aspetto di fascino dei luoghi; la gestione del territorio nel Popolo dei Grottaroli. Una mostra sulle potenzialità del complesso culturale ipogeo di San Giorgio Lucano da inserire nell’ambito degli eventi di Matera 2019. La cultura grottarola nei luoghi di culto: Santuario della Madonna del Pantano: la grotta del ritrovamento e la grotta dell’eremita Fra’ Rocco che sul finire del ‘700 fu custode del santuario. Concerti di musica e canto sacro popolare nella grotta del ritrovamento. Evidenziazione nel complesso delle grotte della Granatella dell’albero padre “Ria della Madonna delle grazie” in un contesto di grotte a ridosso del settecentesco santuario delle Grazie, e adiacente l’antica Fontana Vecchia. Un testimone di storia e racconti grottaroli.

E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? Si, da oltre 7 anni
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare - Campagna di comunicazione ed elaborazione materiale promozionale (opuscolo, locandine, cartoline, ecc.)
- Visite guidate e degustazione dei prodotti culinari del territorio
- A scuola nelle grotte: attività di educazione ambientale. Nelle precedenti edizioni si è approfondita la gestione delle grotte sia come cantina che come stalla. Si prevede di chiudere il ciclo analizzando anche la funzione sociale della grotta nell’ambito della comunità sangiorgese.
Le attività finora svolte nell’ambito del progetto “Il Popolo dei grottaroli” hanno visto incrementare l’interesse del pubblico verso questo singolarissimo ambiente culturale. In particolare i target di riferimento si sono individuati non solo tra gli interessi di tipo antropologico ma anche di geologia e paleontologia. Il Popolo dei grottaroli è divenuto una locuzione atta a esprimere il carattere universale della cultura sangiorgese fatta di prerogative già escusse e in atto di valorizzazione, uno per tutti il “Gioco della Falce”.
Nell’azione di emersione culturale della cultura grottarola, l’elemento culinario della “pu’iata” oggetto d’attenzione nel corso di uno dei convegni tenutosi nell’ambito de “Il Popolo dei grottaroli”, e di conferenze a tema successive, ha ottenuto riscontro da parte dell’Alsia Pollino che sta avviando nel corso del 2018 campi di coltivazione sperimentale del pulegio e si accinge a candidare la tipica pietanza tra i prodotti agroalimentari tradizionali di San Giorgio Lucano.



Calendario attivita' I anno
- Campagna di comunicazione ed elaborazione materiale promozionale (opuscolo, locandine, cartoline, ecc.)
Estate 2018
- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo nelle specifiche caratteristiche della cultura grottarola, organizzazione di incontri seminari eventi festosi.
Estate/autunno 2018
- La Grotta è giovane: per perpetuare tra i giovani la cultura della grotta sangiorgese. In accordo tra scuola e/o Associazioni giovanili e parrocchia.
Da settembre 2018 a giugno 2019 (anno scolastico)
II anno
- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo nelle specifiche caratteristiche della cultura grottarola, organizzazione di incontri seminari eventi festosi.
Estate/autunno 2019
- La Grotta è giovane: per perpetuare tra i giovani la cultura della grotta sangiorgese. In accordo tra scuola e/o Associazioni giovanili e parrocchia.
Da settembre 2018 a giugno 2019 (anno scolastico)
III anno
- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo nelle specifiche caratteristiche della cultura grottarola, organizzazione di incontri seminari eventi festosi.
Estate/autunno 2019
- La Grotta è giovane: per perpetuare tra i giovani la cultura della grotta sangiorgese. In accordo tra scuola e/o Associazioni giovanili e parrocchia.
Da settembre 2019 a giugno 2020 (anno scolastico)
Piano dei costi I anno
- Campagna di comunicazione ed elaborazione materiale promozionale (opuscolo, locandine, cartoline, ecc.)
Euro 5.000,00

- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo nelle specifiche caratteristiche della cultura grottarola, organizzazione di incontri seminari eventi festosi
Guida: euro 200,00 al giorno 3 giorni a settimana per 4 mesi = Euro 9.600,00
Organizzazione seminario/workshop: Euro 8.000 euro

- A scuola nelle grotte: per perpetuare tra i giovani la cultura della grotta sangiorgese, in accordo con la scuola, si vuole strutturare un corso di "gestione della grotta".
Attività di educazione ambientale euro 20.000,00
COSTO TOTALE I ANNO EURO 42.600,00
II anno
- Campagna di comunicazione ed elaborazione materiale promozionale (opuscolo, locandine, cartoline, ecc.)
Euro 2.000,00

- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo nelle specifiche caratteristiche della cultura grottarola, organizzazione di incontri seminari eventi festosi
Guida: euro 200,00 al giorno 3 giorni a settimana per 4 mesi = Euro 9.600,00
Organizzazione seminario/workshop: Euro 8.000 euro

Attività di educazione ambientale euro 20.000,00
COSTO TOTALE II ANNO EURO 39.600,00
III anno
- Campagna di comunicazione ed elaborazione materiale promozionale (opuscolo, locandine, cartoline, ecc.)
Euro 2.000,00

- Visite guidate alla scoperta del patrimonio ipogeo nelle specifiche caratteristiche della cultura grottarola, organizzazione di incontri seminari eventi festosi
Guida: euro 200,00 al giorno 3 giorni a settimana per 4 mesi = Euro 9.600,00
Organizzazione seminario/workshop: Euro 8.000 euro

Attività di educazione ambientale euro 20.000,00
COSTO TOTALE II ANNO EURO 39.600,00
COSTO COMPLESSIVO PER LE TRE ANNUALITA EURO 121.800,00

Piano dei ricavi Non previsto
Partecipazione comunita' Gli abitanti in occasione degli eventi pianificati apriranno le loro grotte al pubblico e parteciperanno all'accoglienza dei visitatori mostrandosi negli atti tradizionali di gestione del bene.
Per i contenuti storico culturali un riferimento importante è L'associazione culturale Mille e una grotta e il Presidente e giornalista Pietro Valicenti, impegnato da anni alla tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio. L'associazione si occupa di accompagnare il pubblico alla conoscenza dell'ipogeo sangiorgese e mette a disposizione ricerche e video documentazioni.
Se la grotta negli anni ha rappresentato un importante riferimento per l'economia domestica, oggi si arricchisce del significato turistico che vedrà impegnata l'intera comunità in azioni concrete di riappropriazione del territorio, tutela e valorizzazione.
Stato della progettazione Progettazione preliminare