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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI MELFI
Codice fiscale/Partita IVA 85000420761
Comune Melfi
CAP 85025
PEC protocollo@comunemelfi.it
Legale rappresentante Livio Valvano
Responsabile del procedimento
Nominativo ALESSANDRO PANICO
Email alessandropanico@tiscali.it
Telefono 0972251303
Ruolo Assessore alla Valorizzazione del Patrimonio
Denominazione del bene tangibile
Nome del bene EX CARCERE / EX CONVENTO VIA COMMENDA DI MALTA
Localizzazione
Localita' Melfi
Indirizzo Via Commenda di Malta Chiucchiari snc
Coordinate geografiche 40?59'35.9
Riferimenti catastali
Comune Melfi
Foglio 105
Particella/e 2380
Descrizione del bene
Natura prevalente Complesso architettonico
Complesso strutturale Plesso autonomo.
Periodo di realizzazione Seconda metà secolo XVI
Valutazione espressa dal MiBACT Inserita nei beni dello Stato da valorizzare nell'ambito del cosiddetto "Federalismo Demaniale Culturale" mediante trasferimento gratuito della propriet? al Comune. In tale ambito il bene è stato sottoposto a tutela con D.D.R. Beni Culturali Basilicata n. 77 del 18 ottobre 2010, ai sensi dell'art. 10, comma 1 del Codice dei Beni Culturali.
Contesto L'ex carcere giudiziario di Melfi (nato come Monastero di San Bartolomeo poi divenuto Convento delle Clarisse e in ultimo carcere) è un edificio di tipo a corte ubicato all'estremit? Sud del centro storico della citt?, vicino la porta Venosina, tra via Commenda di Malta e via Eugenio Colorni. Ben riconoscibile all'interno del centro storico di Melfi, si trovava originariamente al di fuori delle prime mura di cinta, poi aggregate nell'ultima fortificazione quattrocentesca dei Caracciolo sotto il regno di Aragona. Riguardo al Piano di Recupero del Centro Storico (approvato nel 1990), vista la cartografia e la relativa legenda, l'ex carcere ricade all'interno delle aree individuate di Recupero e risanamento conservativo ed è regolato dall'articolo 14 delle NTA. Nel PRGC l'ex carcere, individuato sulla cartografia nel comparto con il codice IG. 16, è regolato dal comma b/1, cioè il bene è all'interno delle Aree per le sedi e le attrezzature
civili e religiose. Riguardo infine al Piano Particolareggiato del Centro Storico (approvato nel 1995), vista la cartografia e la relativa legenda praticamente mutuati dal Piano di Recupero del Centro Storico (approvato nel 1990), l'ex carcere ricade all'interno delle aree individuate di Recupero e risanamento conservativo ed è regolato dall'articolo 14 delle NTA e dagli
articoli delle norme "Interventi in facciata" (art.5). Rispetto ai riferimenti culturali finalizzati al riuso, esiste certamente un interesse trasversale dei cittadini che va motivando da tempo un riuso culturale di un tale bene. Si fa riferimento al dibattito promosso nei primi anni duemila da giovani professionisti locali, all'esperienza di progettazione partecipata del forum Melfiplus e al piano di rigenerazione del centro storico del 2008,
sottoscritto da associazioni come la Pro Loco, la Societ? Operaia, l'Archeoclub, i commercianti del centro storico, l'Associazione Nitti. O ancora stralcio del Piano Particolareggiato del Centro Storico _ scala 1:1000
al network Kublai del MISE, all'esperienza editoriale del periodico Officina, alla recente riflessione sulla citt? offerta nel documento
assunto dal Comune di Melfi "Rigenerazione e landmark", presentato da alcuni esponenti della cultura locale e poi alle proposte dei tecnici
sul centro storico, alle interlocuzioni con il Polo Museale e il Museo Diocesano su una possibile rete dei musei, al progetto di istituzione del biglietto unico presso l'ufficio IAT, al progetto sulla digitalizzazione del patrimonio archivistico, alle riflessioni sul branding urbano e sul city telling, fino alla recente delibera istitutiva del Parco Letterario Federico II.
Sintesi morfologica e tipologica L'immobile, dal rigido impianto quadrato a corte, è una struttura fortificata su due livelli. Il volume architettonico si sviluppa da una pianta leggermente irregolare di lato pari circa a 42 m con altezza fuori terra di circa 12 m. La corte interna, anch'essa quadrata, si sviluppa su circa 440 mq, quindi con circa 20 m di lato. Al centro, attorno al grande spazio scoperto, probabilmente originariamente un giardino-orto, per due lati si sviluppa un percorso coperto da volte a crociera che permette l'ingresso agli ambienti del piano terra. Il suddetto percorso è preceduto da una serie di imponenti arcate, alcune delle quali sono state tamponate in epoche successive per ricavare ulteriori vani chiusi a piano terra, disposte sul prospetti interni collocati di fronte e alla sinistra dell'ingresso principale. Il prospetto interno sul lato destro è invece un muro compatto e unico, privo di articolazioni se non la presenza di alcuni porte e finestre, che si erge per tutta l'altezza dell'edificio fino a sotto l'imposta della copertura. In diversi punti si riscontra la presenza di scale, realizzate in epoche e con materiali differenti, per giungere al piano superiore nel quale si alternano piccoli ambienti, probabilmente le celle dei monaci e delle monache e successivamente dei detenuti, ed ambienti più ampi come cucine e refettori. Il principale affaccio è rappresentato dall'ampia terrazza che corre su tre lati, delimitata da un'esile protezione in metallo. L'ingresso principale all'edificio, nonché quello che conduce alla corte, si trova sul prospetto esposto ad ovest, dinanzi allo spazio aperto esterno di pertinenza. Qui si apre uno spazio di verde urbano, curato ma privo di una identit? assegnatagli da una fruizione consapevole e frequente da parte della cittadinanza. Adiacente, un piccolo spazio è utilizzato in maniera casuale quale parcheggio per un esiguo numero di auto. Sulla parte sinistra stesso prospetto, si apre un secondo ingresso, piccolo e secondario, il quale, attraversato, permette di accedere al livello superiore dell'edificio attraverso un impianto di scale probabilmente di recente realizzazione. Sul prospetto nord poggia una piccola rampa composta da una decina di scalini, che conduce ad alcuni spazi interni isolati rispetto ai restanti del livello superiore, probabilmente gli spazi che furono utilizzati, durante il periodo di attivit? del carcere, come spazi per la raccolta delle derrate alimentari o per le guardie carcerarie, quindi tutte funzioni che richiedessero un diretto contatto con l'esterno e quindi la minore commistione possibile di flussi. Il prospetto est risulta essere il fronte più compatto e chiuso mentre quello esposto a sud, sul quale affacciano gli appartamenti dell'edificio residenziale adiacente all'ex
carcere, appare essere stato sottoposto a numerosi interventi di rimaneggiamento e consolidamento, considerando la presenza
di differenti paramenti murari e materiali di periodi storic
Storia La fondazione del monastero di San Bartolomeo, uno dei più importanti insediamenti delle Sorelle di Chiara in Basilicata, si colloca nel XVI secolo. Una targa all'interno del manufatto cos? recita: "Questo inviolabile claustro sacro alla verginit?, al silenzio e all'abnegazione delle figlie della diva di Assisi, nel MDLXXIV, sedendo Vescovo Alessandro Rufino, eretto veniva. Pel terremoto del XIV Agosto MDCCCLI con la citt? ruinava. Nel V Giugno MDCCCLII, restaurato alle sacre vergini reduci da Avigliano ove nella sventura ripararonsi per cura del prelato chiarissimo più ornato, più solido, più duraturo si riapriva". Approvata nel 1565 la fondazione da parte del Vescovo di Melfi, il monastero delle "Chiariste" fu costruito nel 1574 sotto Papa Gregorio XIII. La presenza è documentata in planimetrie del 1695 come appartenente all'Ordine dei Cavalieri di Malta. Nel 1626 il Vescovo Scaglia scrive: "mantiene la citt? di Melfi un monastero di monache dell'ordine di Santa Chiara. Il numero suole essere di 50 o 60, ma oggi è ridotto a 40 per la morte di molte monache". Nel 1820 le monache erano 22. Al terremoto del 1851 sub? ingenti danni, tanto da costringere le monache a rifugiarsi per un anno nel monastero di Avigliano. Nel 1852 venne ricostruito e dopo l'Unit? d'Italia sub? gli effetti della soppressione: il Consiglio Comunale di Melfi il 27 Ottobre 1863, deliber? la chiusura e la cessione alle truppe militari presenti in Basilicata per combattere il brigantaggio.
Destinazione d'uso Non utilizzato
Periodo di fruizione Attualmente non fruibile.
Modalita' di gestione Indiretta
Servizi attivi - Pulizia
Servizi attivabili - Editoria e vendita di cataloghi
- Sussidi e materiale informativo
- Recapito del prestito bibliotecario
- Gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali
- Gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni
- Accoglienza
- Informazione
- Guida e assistenza didattica
- Caffetteria
- Ristorazione
- Guardaroba
- Organizzazione di mostre e manifestazioni culturali
- Iniziative promozionali
- Pulizia
- Vigilanza e biglietteria
- Visita e vigilanza
Non fruibilita' A seguito della realizzazione della nuova casa circondariale di Melfi l'edificio è stato abbandonato. Il Provveditorato OO.PP. ha eseguito parziali lavori di consolidamento strutturale negli anni 80-90. Negli anni passati è stato oggetto di danneggiamenti (divelto le chiusure del portone e occupato alcuni ambienti. Attualmente alcuni accessi sono stati murati e reso la struttura inaccessibile. Quest'Amministrazione è in possesso di uno studio preliminare (masterplan) in corso di discussione presso il Tavolo Tecnico istituito con la Soprintendenza ai Monumenti e l'Agenzia del Demanio al fine dell'attuazione del "federalismo demaniale culturale". Il masterplan è stato elaborato dall'Unibas - DICEM sulla base di apposito protocollo d'intesa sottoscritto con il Comune di Melfi. Il documento, allegato alla presente scheda, costituisce "proposta di valorizzazione" e contiene il quadro economico dell'intervento e il piano di gestione corredato da bilancio previsionale.
Completamento ai fini della valorizzazione e fruizione
Data e storia recente dei restauri e degli interventi di conservazione Di recente sono stati realizzati solo interventi conservativi parziali da parte del Provveditorato OO.PP. per rimuovere rischi imminenti e consolidare la copertura.
Risorse necessarie per opere murarie 2765000
Risorse necessarie per attrezzature e allestimenti 385000
Risorse necessarie per altro 250000
Eventuale descrizione risorse necessarie per altro Progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, direzione lavori, coordinamento sicurezza e collaudo (IVA compresa).
Intese istituzionali
Disponibilita' a forme di gestione diretta E' prevista la localizzazione presso l'edificio del patrimonio che lo scrittore Raffaele Nigro intende donare alla citt? (60.000 volumi di letteratura italiana del Novecento, 1.500 incisioni sul ribellismo, 150 icone, circa 500 quadri d'autore di pittori del '900, con prevalenza di artisti operanti nel Sud (Carlo Levi, Guerricchio, etc). Saranno inoltre creati spazi laboratorio, bookshop, caffetteria, vetrine dimostrative delle produzioni di eccellenza. Si rinvia all'allegato per i dettagli.
Disponibilita' a forme di gestione indiretta L'accesso dei privati alla gestione di alcuni spazi mira anche a garantire la copertura parziale dei costi di gestione, nello spirito del federalismo demaniale. I soggetti saranno selezionati con un avviso pubblico e pagheranno un canone per l'uso degli spazi concessi, oltre a contribuire al pagamento delle spese comuni per utenze, pulizia e vigilanza. Pu? essere valutata una collaborazione con la Regione per un bando di finanziamento allo startup. Si rinvia all'allegato per i dettagli.
Risorse aggiuntive Il Comune di Melfi contribuir? in parte al sostegno dell'iniziativa (900.000 euro) fattraverso programmazione nel Piano Triennale 2016-2018 e nell'elenco annuale 2016 delle opere pubbliche. Al momento non è previsto l'apporto di risorse finanziarie da terzi riferite all'investimento per la ristrutturazione, ma un successivo coinvolgimento di privati in fase gestionale come sopra descritto. Si rinvia all'allegato per i dettagli.
Sostenibilita' gestionale Si (si veda allegato per i dettagli). E' prevista la pubblicazione di due avvisi pubblici: il primo per l'affidamento in gestione di spazi culturali e micro-imprese di eccellenza compatibili con le funzioni culturali del MIA (acronimo finale dell'edificio). Il secondo per "vetrine culturali" riservate alle più antiche e/o significative imprese presenti sul territorio, riservate a una comunicazione "corporate" e non di prodotto, che ponga in risalto anche gli aspetti sociali e culturali della presenza di ciascuna impresa e il suo rapporto con il territorio (si pensi all'automotive, all'agroalimentare, ai vini, alle acque minerali).
Sostenibilita' finanziaria Si rinvia alle tabelle contenute nel documento allegato. E' prevista la copertura integrale dei costi di gestione mediante ricavi diretti (dagli spazi espositivi) e indiretti (canoni di concessione degli spazi riservati ai privati).
Vincoli su territorio Vincolo paesaggistico e vincolo sismico. Si veda allegato e box precedenti.
Conformita' urbanistica Conforme allo strumento Urbanistico Vigente. Si veda allegato e box precedenti.
Conformita' ambientale Conforme. Si veda allegato e box precedenti.
Eventuali risorse aggiuntive Il Comune di Melfi contribuir? in parte al sostegno dell'iniziativa (900.000 euro) fattraverso programmazione nel Piano Triennale 2016-2018 e nell'elenco annuale 2016 delle opere pubbliche. Al momento non è previsto l'apporto di risorse finanziarie da terzi riferite all'investimento per la ristrutturazione, ma un successivo coinvolgimento di privati in fase gestionale come sopra descritto. Si rinvia all'allegato per i dettagli.
Stato della progettazione Progettazione preliminare