Localizzazione
Luogo culturale
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Il luogo culturale e comunità di provenienza del bene intangibile che si intente segnalare è la Città di Bernalda, una delle trentuno località componenti la Provincia di Matera che da oltre un cinquantennio può vantare una tradizione più che consolidata nella rappresentazione di eventi storico-culturali e religiosi di grande richiamo, sia dell’Arco Jonico che della Collina Materana, facendo registrare numeri di presenze che superano le centinaia di migliaia di visitatori ogni anno, divenendo così un punto di riferimento nell’ambito del settore della rievocazione storica.
Altra caratteristica di unicità che permette alla città di Bernalda di essere presa come punto di riferimento e quindi di partenza del progetto di salvaguardia del bene intangibile che si intende segnalare è la presenza del suo Castello nonché di tutto il centro storico oggetto di recenti lavori di restauro conservativo che hanno portato alla luce testimonianze architettoniche inconfutabili di chiara matrice angioina.
Il rinvenimento di tali evidenze, catapultano quindi la comunità Bernaldese in un contesto storico nazionale ben più di rilievo rispetto a quello che fino a poco tempo fa si credeva, ed a differenza del più recente passato, tali testimonianze stanno beneficiando di un approfondimento e di ben più attenzioni da parte degli addetti ai lavori e storici locali che stanno contribuendo a fare luce sulla Bernalda del XIII secolo.
La presenza di questo patrimonio architettonico sul territorio Bernaldese e la sua conservazione e valorizzazione, permette alla stessa comunità di poter vantare una caratteristica difficilmente rinvenibile nelle altre comunità ad essa storicamente collegate attraverso la dominazione angioina, dove ci troviamo difronte ad un'assenza di testimonianze tangibili come strutture storiche rilevanti, in quanto ormai andate completamente o in buona parte distrutte.
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Localizzazione geografica
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La zona geografica, i fatti ed il periodo storico ai quali si fa riferimento nell’idea progettuale si rifanno a ciò che avvenne nel 1275 quando, Giovanni di Montfort, consaguineo di Carlo I D'Angiò, figlio di Filippo II signore di Castres, nella Francia meridionale, e di Jeanne de Lévis-Mirepoix, sposò Margherita di Beaumont, figlia primogenita di Pietro, potente Camerario del Regno e fiduciario dello stesso Re, morto nella primavera del 1273. Tale unione gli portò in dote la contea di Montescaglioso, con i feudi di Camarda (l'odierna Bernalda), Pomarico, Craco, Uggiano e Montepeloso (l'odierna Irsina) e successivamente estese i sui possedimenti con i territori di Salandra, Pisticci e le vicine Gavina in Puglia, Taranto , Rocca Imperiale e Squillace. Il Montfort, anch'egli elevato all'onorificenza di Camerario del Regno già a partire dal 1271, status conferito dallo stesso Carlo I D'Angiò grazie ai servigi resi dal padre Filippo durante la crociata di Tunisi, deteneva privilegi che gli consentirono di svolgere compiti di rilievo come la cura della persona del Re e della sua famiglia oltre a occuparsi di funzioni sempre più importanti in materia di fortificazioni e manutenzione delle difese regie, nonché il comando di operazioni militari destinate a lasciare il segno nel panorama nazionale, una su tutte la rivolta dei “Vespri Siciliani”. Proprio grazie al suo ruolo di curatore delle difese regie si riconduce l'importanza dell'operato di Montfort nell'allora Camarda (odierna Bernalda) dove ampliò e rimodernò le preesistenti fortificazioni di origine prima longobarda e successivamente normanno-svevo relative al castello medievale di Bernalda, operando il più significativo intervento di miglioramento e potenziamento del sistema difensivo preesistente, riferibile al periodo compreso tra la fine del XIII° sec. e gli inizi del XIV° sec., che operò radicale ed ingegnoso potenziamento dell'opera fortificata.
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Descrizione del bene
Aree tematiche
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- Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti) - Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...) - Linguistica (dialetti, ...) - Artistica - Saperi tecnici e artigianali - Territoriale-ambientale
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Valutazione interesse culturale
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riteniamo che la realizzazione di una rappresentazione storica di tale evento diviene inevitabilmente l’oggetto dell’idea progettuale che si intende portare all’attenzione, perché oltre ad evidenziare il momento storico di rilevante importanza, mette alla luce una serie di usi e costumi che ruotano intorno all’evento dell’unione coniugale così come era inteso nel XIII secolo, le cui reminescenze hanno fatto parte della nostra tradizione fino al più recente passato, diventando quindi strumento di affermazione e percezione di un’identità, quella camardense, che inevitabilmente fu permeata dall’influsso della cultura angioina che ancora oggi è presente in alcuni tratti della gestualità e dei momenti della folclore della comunità ancora presenti in questo ambito.
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Contesto
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E' da individuare nel periodo successivo al IV Concilio lateranense, che stravolge le “regole” delle unioni matrimoniali così come erano intese nell’alto medioevo, dove era impensabile un matrimonio per volontà reciproca e quindi per amore. Pertanto si parlava di un matrimonio di convenienza, un contratto tra due famiglie, per esigenze economica o sociale. Il contratto matrimoniale avveniva quindi per interessi in qualsiasi grado della scala sociale, e quindi, come il Re poteva promettere sua figlia al suo nemico per stipulare la pace, così la figlia del contadino poteva andare in sposa al vicino ricco che prendeva le terre in dote. Con il Concilio lateranense del 1215 invece, si consegna alla Chiesa la facoltà di convalidare le unioni che pertanto puntò a togliere l’egemonia del matrimonio dalle mani di padri famiglie, feudi e altre tipologie di accordi, regolamentandone la liturgia e gli aspetti giuridici. Il matrimonio da noi attenzionato, si colloca proprio in piena rivoluzione lateranense e pertanto attraverso la nostra rievocazione si intende realizzare l’esatto racconto di un matrimonio del basso medioevo.Accurati studi hanno permesso di individuare alcuni momenti salienti della cerimonia nuziale che si andrebbe a rappresentare. Nello specifico: Dopo aver appurato l’intento di sposarsi, aveva inizio il fidanzamento annunciato dal prete, ( le attuali pubblicazioni), per verificare eventuali impedimenti. Se quest’ultimi erano inesistenti si procedeva con il rito nuziale. La cerimonia iniziava da casa della sposa dove si formava un corteo che guidava la sposa per tutta la città fino alla chiesa, con musici e fanciulle di bianco vestite. Sul sagrato della chiesa il prete interrogava la coppia in merito all’età, consanguineità, libero consenso reciproco e dei genitori, e la coppia ripeteva il giuramento solenne fatto in occasione del fidanzamento. C’erano diverse usanze, ovvero la legatura delle mani, e poi ricoperti da un unico velo posto sulle teste, il velatio, o simbolicamente sorretto dai genitori. Veniva spezzata un’unica ostia per gli posi e bevevano dallo stesso calice, il prete poi pronunciava una breve omelia e benediceva gli anelli. Cerimonia simile ad oggi. Ma potevano avvenire anche scambi di guanti coltelli etc. Alla fine della cerimonia gli sposi entravano nel cimitero a salutare i loro avi defunti. Amici e parenti lanciavano sugli sposi del grano, simbolo di fertilità e abbondanza. Da qui cominciava la festa con canti e bali per giorni. Avveniva poi la benedizione del talamo, dove i due sposi avrebbero consumato il matrimonio, per scongiurare interventi diabolici che potevano impedire alla coppia di procreare. Non erano insolito che si festeggiasse in chiesa stessa, dove in passato avvenivano funzioni civili. I nobili festeggiavano nei castelli o nelle strade della città. I festeggiamenti avvenivano tutto il giorno, a prescindere dai ceti sociali, per consumare il cibo che non potevano essere conservate.
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Descrizione modalita' di gestione
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Come modalità di conservazione e salvaguardia del bene immateriale prendendo quindi come soggetto rito del matrimonio nel basso medioevo così come precedentemente descritto, ed attribuendogli caratteristiche di evento capace di stravolgere e caratterizzare la storia e la cultura di un intero territorio, si vuole puntare proprio a far riemergere quelle scene e quelle tradizioni che diventano parte fondamentale del patrimonio intangibile di una comunità attraverso la realizzazione di un evento di rievocazione storica.L’idea progettuale nasce dalla volontà di voler rappresentare in maniera più fedele possibile, secondo i principi dettati dalla “disciplina della rievocazione storica”, il contesto storico, gli usi e i costumi, gli eventi ed i personaggi che hanno caratterizzato la storia di Bernalda nel XIII sec. contribuendo a riformulare anche il concetto di evento storico culturale così come diffuso nelle usanze e nella tradizione locale, oltre ad inserirsi efficacemente nell’ambito socio-educativo, dell’inclusione sociale, della promozione territoriale e della valorizzazione dei settori economici ad esso collegati. Partendo proprio da una analisi critica su quanto oggi messo in campo a livello locale in occasioni o eventi di altissimo richiamo storico, culturale e turistico, e dalla volontà di dare una rilettura dell'odierna interpretazione della tradizione e di tutto ciò che essa rappresenta o può rappresentare, l'intento è quello di dare vita ad un corteo storico che aderisca in maniera più pertinente a quella che è la storia del paese e che al contempo sia in grado di narrare anche solo attraverso la sua visione, le vicende salienti che hanno interessato l'antica Camarda oggi Bernalda
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Caratteristiche significative
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La zona geografica, i fatti ed il periodo storico ai quali si fa riferimento nell’idea progettuale si rifanno a ciò che avvenne nel 1275 quando, Giovanni di Montfort, consaguineo di Carlo I D'Angiò, figlio di Filippo II signore di Castres, nella Francia meridionale, e di Jeanne de Lévis-Mirepoix, sposò Margherita di Beaumont, figlia primogenita di Pietro, potente Camerario del Regno e fiduciario dello stesso Re, morto nella primavera del 1273. Tale unione gli portò in dote la contea di Montescaglioso, con i feudi di Camarda (l'odierna Bernalda), Pomarico, Craco, Uggiano e Montepeloso (l'odierna Irsina) e successivamente estese i sui possedimenti con i territori di Salandra, Pisticci e le vicine Gavina in Puglia, Taranto , Rocca Imperiale e Squillace. Il Montfort, anch'egli elevato all'onorificenza di Camerario del Regno già a partire dal 1271, status conferito dallo stesso Carlo I D'Angiò grazie ai servigi resi dal padre Filippo durante la crociata di Tunisi, deteneva privilegi che gli consentirono di svolgere compiti di rilievo come la cura della persona del Re e della sua famiglia oltre a occuparsi di funzioni sempre più importanti in materia di fortificazioni e manutenzione delle difese regie, nonché il comando di operazioni militari destinate a lasciare il segno nel panorama nazionale, una su tutte la rivolta dei “Vespri Siciliani”. Proprio grazie al suo ruolo di curatore delle difese regie si riconduce l'importanza dell'operato di Montfort nell'allora Camarda (odierna Bernalda) dove ampliò e rimodernò le preesistenti fortificazioni di origine prima longobarda e successivamente normanno-svevo relative al castello medievale di Bernalda, operando il più significativo intervento di miglioramento e potenziamento del sistema difensivo preesistente, riferibile al periodo compreso tra la fine del XIII° sec. e gli inizi del XIV° sec., che operò radicale ed ingegnoso potenziamento dell'opera fortificata.
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Bibliografia
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Arch. di Stato di Napoli, Ricostruzione angioina, Arm. I, C. De Lellis, Notamenta ex registris Caroli II, Roberti et Caroli ducis Calabriae, Codice diplomatico salernitano del secolo XIII, a cura di C. Carucci, Subiaco 1934-46, ad ind.; Bernardus Guidonis, De fundatione et prioribus conventuum provinciarum Tolosanae et Provinciae ordinis Praedicatorum, a cura di P.A. Amargier, Roma 1961,I registri della cancelleria angioina, a cura di R. Filangieri et al. L, Napoli 1954-2010, Pedio, La Basilicata dalla caduta dell’Impero romano agli Angioini, Bari 1989, L. Catalioto, Terre, baroni e città in Sicilia nell’età di Carlo I d’Angiò, Messina 1995, A. Kiesewetter, Die Anfänge der Regierung König Karls II.von Anjou (1278-1295), Husum 1999, S. Palmieri, La cancelleria del Regno di Sicilia in età angioina, Napoli 2006, J. Dunbabin, The French in the Kingdom of Sicily 1266-1305, Cambridge 2011, pp. XIII, XV s., Le origini di Camarda. IL TESORO DELLE CITTÀ Strenna 2019 Collana dell’Associazione Storia della Città, Steinhäuser Verlag // Editorepar. Il castello feudale
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Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive
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Il comune di bernalda contribuirà con fondi di bilancio qualora disponibili.
Saranno richiesti eventuali sponsor a fondazioni, altri enti o privati.
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Attivita' proposte
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L’ idea progettuale, va intesa nell'ottica di determinare una vera e propria esperienza per il turista e per lo stesso concittadino e per questo si basa sui fondamenti dettati dalla disciplina del Marketing Esperienziale, focalizzata a coinvolgere emotivamente il consumatore. Infatti tali concetti trovano oggettività nella nostra idea di teatralizzazione applicata alla rievocazione storica. Il progetto si identifica con due dimensioni di azione nel quale coinvolgere il consumatore: la partecipazione attiva o passiva dove, la prima si manifesterebbe qualora lo stesso interagisse diventando protagonista della rappresentazione rievocativa, mentre passiva quando lo stesso non influisce sull’evolversi dell’evento, ma ne è egualmente coinvolto a livello emozionale assistendo all’evolversi della manifestazione. Questa mescolanza di forme di partecipazione è la massima espressione dell’esperienza, una risultante in grado di farsi spazio nella memoria di un soggetto che sarà propenso a ripetere l’esperienza e magari anche a pubblicizzarla nelle loro realtà di provenienza. In tal senso verrebbe a delinearsi la seconda fase dell’idea progettuale, che coinvolge l’evoluzione economica intesa come partecipazione a supporto dell’evento delle attività economiche interessate alla sua buona riuscita e che insieme riescano a promuovere un’immagine globale di territorio sia dal punto di vista ambientale che del patrimonio artistico che da quello eno-gastronomico. Va di conseguenza anche la realizzazione di un video promozionale che racconti tutti i momenti salienti dell’iniziativa/evento, le varie fasi ed i luoghi di ambientazione. A tal proposito, l'intento è abbracciare un ambito territoriale più ampio cosa che permette il personaggio principale su cui ruota il progetto, Giovanni di Monfort, avendo egli stesso avuto grande rilevanza in tutta l’area della collina Materana, consentendo così di allargare il concetto di patrimonio culturale da un’unica comunità ad una zona ben più estesa, unita in questo da un unico filo conduttore storico. Quindi vantaggio del progetto sarebbe far emergere e valorizzare le peculiarità comuni di territori spesso descritti dall'immaginario collettivo locale, come “antagonisti” o comunque sempre in “concorrenza” fra loro, cosa che ne penalizza l'introduzione di azioni volte a fare rete, compromettendone a volte sia collaborazioni di vario genere che lo sviluppo sociale, culturale ed economico.
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E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'?
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No, da realizzare per la prima volta
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Descrizione attivita' realizzate o da realizzare
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Rievocazione storica
Il progetto si identifica con due dimensioni di azione nel quale coinvolgere il consumatore: la partecipazione attiva o passiva dove, la prima si manifesterebbe qualora lo stesso interagisse diventando protagonista della rappresentazione rievocativa, mentre passiva quando lo stesso non influisce sull’evolversi dell’evento, ma ne è egualmente coinvolto a livello emozionale assistendo all’evolversi della manifestazione.
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Calendario attivita'
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RIEVOCAZIONE STORICA - Ogni anno, nel Mese di settembre, il week end successivo all’apertura della scuola (obiettivi della calendarizzazione: destagionalizzazione, coinvolgimento delle scuole)
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Piano dei costi
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155000
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Piano dei ricavi
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21000
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Partecipazione comunita'
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L’organizzazione dell’evento coinvolgerà le associazioni presenti sul territorio, le scuole di ogni ordine e grado, le attività artigianali del territorio, le attività ricettive e commerciali con un’attenzione particolare al coinvolgimento dei turisti e avventori che nel periodo preso in considerazione per la realizzazione dell’evento frequenteranno il territorio bernaldese.
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Stato della progettazione
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Progettazione esecutiva e cantierabile
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