Descrizione del bene
Aree tematiche
|
- Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti) - Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...) - Linguistica (dialetti, ...) - Artistica - Saperi tecnici e artigianali - Santità e vissuto religioso - Territoriale-ambientale
|
Valutazione interesse culturale
|
Al 1119 risale un documento in cui la contessa Emma, figlia del conte Ruggero I, signora di Severiana, ed il figlio Ruggero II donano, alla chiesa di S. Michele di Montescaglioso, la metà dei proventi della Civitas S. Trinitatis. Ancora del 1119 è un secondo documento in cui Emma, mentre risiedeva presso il castrum della civitas S. Trinitatis, dona a frate Hugo dell’Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme alcune terre nei confini del Casale di Avenella e beni provenienti dalla gestione della civitas S. Trinitatis. Una riconferma della cessione di tali beni è ricordata in un documento del 1124 ad opera di Costanza, vedova di Boemondo, principe di Antiochia (TANSI 1746). Dal Chronicon Salernitanum veniamo a sapere che il 3 aprile del 1121 il duca Guglielmo assieme a Costanza e a Tancredi, assedia il castellum sancte Trinitatis, quod situm est super flumen Basantum et ceperunt illud in die “dominica in palmis mense Aprilis” (R.I.S., VII, 1, p. 211). Nel 1146 Re Ruggero in due diplomi, conferma e concede a Raone, abate di Montescaglioso, le donazioni fatte al monastero da Emma: …videlicet medietatem totius redditus Sanctae Trinitatis…. (TANSI 1746). Altri documenti del XIII secolo attestano una certa vivacità dell’abitato: sappiamo dell’esistenza di uno Stefano notaio nel 1280 e nel 1284 (LACAVA 1891) e di due giudici a nome Ruggero e Leone; di un Pagano di Matera che custodiva i passi e le strade da Gravina a Torre di Mare (LACAVA 1891); che nel 1305 l’abitato pagava tasse per 26 once, 20 tarì e 18 grana; si è calcolato quindi che vi dovessero essere 107 fuochi, cioè 535 persone (LACAVA 1891); nelle Rationes Decimarum del 1310 il clero di Torre di Mare risulta tassato per 6 tarì (VENDOLA 1939).
|
Contesto
|
Sotto il regime longobardo le incursioni saracene costrinsero le popolazioni lucane ad arroccarsi sulle montagne e sulle colline. È stata questa la motivazione che ha indotto lo spopolamento del castrum romano in cui era presente una basilica paleocristiana (probabile sede diocesana jonica).
La presenza saracena a Metaponto è accertata fino all’anno 927. Non è chiaro se la formazione del nucleo più antico sia da datare già dall’alto Medio evo (VIII-IX secolo), oppure se gli inizi della frequentazione dell’area siano da ascrivere alla seconda metà dell’XI secolo, quando la Civitas Sanctae Trinitatis compare per la prima volta in una fonte scritta.
Torre Mare nel XII secolo viene citata tra i possedimenti di Costanza di Francia, figlia di Filippo I di Francia, prima moglie di Ugo Troyes, da cui divorziò per sposare nel 1105 Boemondo I d’Altavilla. Costanza rimase vedova nel 1111. Dalla loro unione nacque Boemondo II e in nome del figlio minorenne, gestì i suoi possedimenti, da Antiochia alla Puglia. Le ambizioni espansionistiche di Costanza generarono una rivolta dei feudatari, Costanza fu fatta prigioniera dal conte Alessandro di Matera e Conversano e poi liberata con l’obbligo di rinunciare alle sue pretese sulla contea di Matera. Quindi nel 1121 il feudo, per esplicitare, che comprendeva anche i territori di Torre di Mare, Montescaglioso e Pomarico, passò a Guglielmo di Taranto, anche lui del casato degli Altavilla, ma a Torre Mare, Maria Costanza rimase e vi dimorò insieme al figlio Boemondo II.
|
Descrizione modalita' di gestione
|
La descrizione è parziale in quanto il form permette di inserire solo 2000 caratteri. si prega pertanto di visualizzare l'allegato.
Negli anni 1977/78 due campagne di scavo realizzate da G. Noyé hanno fornito interessanti dati circa il nucleo più antico, finora identificato, dell’abitato di Torre di Mare, individuato all’interno della cd “Torre quadrangolare”, al di sotto di uno dei muri perimetrali , che ha restituito un battuto con fori di palo relativi a capanne ed un follis bizantino anonimo databile entro la prima metà dell’XI secolo.
Una conferma a questi dati proviene da altre due campagne di interventi archeologici (1995/96) in collaborazione con la Sop. Archeologica della Basilicata, col comune di Bernalda e con la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Basilicata. Presumibilmente nei pressi del saggio aperto da G. Noyé, a ridosso del muro 151 è stato identificato un focolare (US 163), appartenente stratigraficamente ad una fase precedente la costruzione del muro stesso; il focolare ha restituito, oltre a pochi fr. di acroma, una moneta bizantina dell’epoca di Michele IV il Paflagone (1034/41), confermando quindi la presenza di una fase abitativa già nella seconda metà dell’XI secolo, probabilmente da mettere in relazione anche con un nucleo abitato identificato nei pressi della vicina località di Pizzica Pantanello ove è avvenuto un simile ritrovamento.
Si è poi constatata la priorità del muro USM 200, ad andamento E/O, rispetto a USM 151, risultando il primo, in assoluto, il più antico dell’area e forse da mettere in relazione con la fase di fine XI secolo o inizi del seguente.
Si prega visualizzare l'allegato per completezza
|
Caratteristiche significative
|
La leggenda narra che quel giorno, nel cortile del castello, si svolgesse il mercato e tutto il popolo si aggirava tra i banchi per contrattare e trafficare. Il fabbro, la fioraia, lo scalpellino, la tessitrice, il sarto, la candelaia, il cambiavalute, la lavandaia del Borgo, l’oste, e molti altri creavano un grande miscuglio di voci e rumori che attirarono la Contessa.
Emma d’Altavilla, incuriosita dal tanto vociare, scende da palazzo con a seguito le sue guardie, le sue ancelle e i musici, per visitare le botteghe. Ha una predilezione speciale per i falchi e spesso si incanta alle sue finestre per seguirne il volo. In piazza i musici intonano un allegro saltarello e le fanciulle fanno un cerchio per omaggiare la Contessa con le loro danze e i loro sorrisi. Compiaciuta Emma sorride loro, ma proprio in quel momento un giovane cavaliere supera le guardie e le si inchina dinanzi offrendole un fiore e declamando: - Contessa Emma, nessun fiore potrà mai eguagliare la sua bellezza! Chiedo umilmente di poter mettere il mio cuore e la mia spada al suo servizio -. - Come osate ardire a tanto! - lo redarguisce violentemente il capo delle guardie, allontanandolo malamente. Il cavaliere chiedendo perdono si allontana, ma sa in cuor suo che non si arrenderà facilmente.
La Contessa rientra nella sala da pranzo dove a breve inizierà la cena che ha imbandito per onorare la visita di suo padre, il Gran Conte Ruggero I di Sicilia.
Tutti prendono posto, viene annunciato l’ingresso di Ruggero I e la cena ha inizio con il banditore che saluta gli ospiti e presenta le portate di libagioni succulente preparate per l’occasione.
Tutto procede amabilmente fino a quando si sentono risalire dalle scale rumori di spade ed urla. Il giovane Cavaliere ha forzato l’accesso a palazzo ed ha ingaggiato un duello con il capo delle guardie. Intende tornare al cospetto di Emma e coronare il suo sogno.
La schermaglia continua davanti ai commensali impietriti, ma Ruggero alza la mano e ferma i duellanti. Ordina al cavaliere di parlare e lui fa ancora la sua richiesta, ha come garante della sua fedeltà e del suo coraggio una lettera del Guiscardo. Ruggero la legge e la porge ad Emma che sorride e rivolgendosi al cavaliere gli fa cenno di avvicinarsi: - Accolgo la tua richiesta e sono onorata da tanta dedizione, siedi alla nostra tavola e domani indosserai la divisa delle mie guardie. Invita anche il capo delle sue guardie a tornare al suo posto e le libagioni riprendono, allietate dai musici. Emma sorride ancora e sussurra all’orecchio del Maccabeo che quel giovane così ardimentoso potrebbe essere il futuro sposo della loro figlia Giuditta. La cena si conclude con la danza delle damigelle e il saluto del Gran Conte Ruggero I.
|
Bibliografia
|
BERTELLI G. 1995, Reperti ceramici provenienti dalla campagna di
scavi di Herdonia 1994.
BOENZI F., GIURA LONGO R. 1994, La Basilicata. I Tempi-Gli Uomini-L’Ambiente, Bari
DE LUYNES G. 1883, Metaponte, Paris.
DE SIENA A. 1990, Il castro romano di Metaponto, in M. SALVATORE
DUFOURNIER D., FLAMBARD A. NOYÉ G. 1986,
FLAMBARD A., NOYÉ G. 1984, La ceramica invetriata rinvenuta nello scavo del castello di Scribla (Calabria),
GIARDINO L. 1983, Il porto di Metaponto in età imperiale. Topografia e materiali ceramici
GIARDINO L. 1991, Grumentun e Metapontum.
HUILLARD BREHOLLES A. 1857, Historia Diplomatica Frederici II, V, I, Paris, p. 419.
LACAVA M. 1891, Topografia e storia di Metaponto, Napoli, (an. Matera
M.G.H., Scriptores, ed. H. Hoffmann, Hannover 1980.
MARTIN J.M., NOYÉ G. 1989, Les campagnes de l’Italie meridionale byzantine
NOYÉ G. 1976, La ceramique medievale de Pietra San Giovanni (Basilicate),
NOYÉ G. 1984, Les enseignements geographiques des fouilles du chateau de Metaponte
NOYÉ G. 1987, Quelques donnees sur les techniques de construction en Italie meridionale
X. BARRAL I ALTET (a cura di), Artistes, artisans et production artistiques au Moyen Age, II, Paris,
NOYÉ G. 1988, Quelques observations sur l’evolution de l’habitat du V au XI siecle
PATITUCCI UGGERI S. 1995, La nuova ceramica dell’età federiciana,Roma
SALVATORE M. 1984, Ceramica medievale da Policoro (Basilicata)
La biblioglafria completa necessita oltre 4mila caratteri si prega visualizzarla nell'allegato
|
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive
|
Il comune di Bernalda erogherà un contributo nel limite delle risorse disponibili in bilancio.
Altre risorse saranno proventi di sponsorizzazioni.
|
Attivita' proposte
|
Il progetto che si intende attuare, per la prima volta, per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione /fruibilità del castello di Torre Mare, con il coinvolgimento della comunità e delle realtà associative presenti sul territorio, è un percorso di turismo socio esperienziale volto a trasportare i visitatori in un magico viaggio indietro nel tempo, sui sentieri dell’epoca medievale, nella quale lo stesso fu in auge.
Attraverso una suggestiva rievocazione storica si darà vita ad una vera e propria Festa Medievale, ricreando un’atmosfera quasi irreale e la forte sensazione di trovarsi continuamente sospesi tra presente e passato.
|
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'?
|
No, da realizzare per la prima volta
|
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare
|
L’idea è quella di far riviere il mercato medievale, riproponendo gli scenari dei tempi passati con antichi mestieri, botteghe e laboratori, accampamenti militari, musici, figuranti, arcieri e combattenti, artisti, giullari e falconieri che animeranno i presenti all’interno e all’esterno delle mura, accogliendo gli ospiti anche con vari punti di ristoro.
Essi avranno la possibilità di assaporare la storia dal di dentro, vivendola sul proprio corpo e con tutti i sensi: per questo sarà loro raccontata e messa in scena, accuratamente rappresentata da professionisti della ricostruzione, esperti ricercatori e interpreti emozionati di tecniche, usi, costumi, ricette, forme e colori. L’ingresso dei visitatori al castrum dovrà adeguarsi al contesto con piccoli dettagli che sarà possibile acquistare o noleggiare, avendo così l’opportunità di immergersi totalmente in un contesto senza tempo.
|
Calendario attivita'
|
Un evento annuale nel periodo estivo per gli anni 2023/2024/2025 con la speranza di renderlo un appuntamento fisso.
La fortificazione sarà allestita e illuminata con stendardi e con torce, ricreando sensazioni, luci e profumi di quella che fu l’antica residenza della famiglia Altavilla e riportata al XII secolo, ai tempi del soggiorno della Contessa Emma. Sulle incantevoli terrazze del palazzo avrà luogo il banchetto al quale la bella dama ha invitato i suoi commensali e durante il quale verranno servite pietanze cucinate secondo criteri e ricette dell’epoca, nonché consumate seguendo il “galateo” del periodo.
|
Piano dei costi
|
90000
|
Piano dei ricavi
|
25000
|
Partecipazione comunita'
|
La partecipazione attiva della comunità avverrà con le collaborazioni delle associazioni del luogo e il coinvolgimento diretto degli abitanti nel ruolo di attori, collaboratori e addetti alla sicurezza e concierge.
|
Stato della progettazione
|
Progettazione esecutiva e cantierabile
|