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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione Comune di Maratea
Codice fiscale/Partita IVA 00144100765
Comune Maratea
CAP 85046
PEC comune.maratea@cert.ruparbasilicata.it
Legale rappresentante Domenico Cipolla
Responsabile del procedimento
Nominativo DOMENICO CIPOLLA
Email f.schettino@comune.maratea.pz.it
Telefono 0973.874111
Ruolo SINDACO
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene L’assedio del Castello di Maratea
Localizzazione
Luogo culturale Maratea fu definita da Giorgio Bassani: “la perla del Tirreno”. Un'opera d'arte naturale incastonata nelle propaggini dell' Appennino Meridionale e lambita dal Mare Tirreno con calle e spiaggette, baie e isolotti. Il territorio si estende per 32 chilometri di costa che si estendono attorno al capoluogo medievale a sua volta sovrastato dai ruderi dell’antico Castello e dalla statua del Cristo Redentore dal quale si può ammirare un paesaggio meraviglioso sul golfo di Policastro da un lato e dall’altro sulla costa calabra e sull’isola Dino. Poi ancora grotte, sentieri, torri e castelli, il porto turistico, la montagna che arriva a 1505 metri di altezza, fiumi, torrenti e tanto verde che contrasta con il profondo azzurro del mare. Viene anche chiamata "la città delle 44 chiese" per le sue numerose chiese, cappelle e monasteri, costruite in epoche e stili diversi, molte delle quali rappresentano un notevole patrimonio artistico-religioso. Il 10 dicembre 1990 il presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha insignito il comune di Maratea con il titolo onorifico di "Città", titolo che la cittadina già vantava dal 1531 per decreto di Carlo V d'Asburgo.
Localizzazione geografica I resti dell’antica Maratea sono sulla parte alta, detta Castello, dove sorgono i resti dell’antico Castello, in parte distrutto nel 1806, durante lo scontro a fuoco tra le truppe francesi che portavano in Italia le idee della rivoluzione francese e le truppe filoborboniche comandate da Mandarini asserragliate dentro al Castello. Maratea, come detto, è caratterizzata dalla presenza di numerose chiese e cappelle, la più importante è certamente la Basilica di San Biagio. E’ il santuario del santo patrono e si trova in cima al monte San Biagio, nei pressi del citato Castello. Il 10 agosto 1940 fu elevata a Basilica Pontificia. La tradizione vuole che la chiesa sia sorta su un antico tempio dedicato alla dea Minerva. La chiesa fu originariamente intitolata alla Madonna delle Grazie, ma quando nel 732 ricevette le reliquie di San Biagio divenne il santuario del santo.
Descrizione del bene
Aree tematiche - Storica (momenti, aspetti/problematiche, protagonisti)
- Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
- Territoriale-ambientale
Valutazione interesse culturale Il progetto vuole ricostruire attraverso uno spettacolo teatrale un importante episodio storico, il cosiddetto “assedio di Maratea”, che indica una battaglia avvenuta durante l'invasione francese del Regno di Napoli. Nella storiografia marateota l'evento è ricordato come “l’assedio dei francesi”, nome attribuito all'episodio dallo storiografo locale Biagio Tarantini, in un opuscolo del 1883, e da allora sempre conservato nella memoria popolare.

Durante le spedizioni militari volte alla conquista della Calabria e della Sicilia, un contingente dell'esercito napoleonico mise sotto assedio la cittadina fortificata di Maratea, dove si era asserragliato un gruppo di soldati irregolari, fedeli alla casa borbonica.

A capo del contingente francese c’era il generale Andrea Massena che, dopo aver schiacciato la resistenza di Lauria ad Agosto del 1806, lasciando morti e feriti, passò oltre, arrivò a Maratea, forse dimenticatosi del fatto che in loco esisteva una roccaforte: il cosiddetto Castello, cioè la città alta, posta sulla cima del monte San Biagio. Nella cittadina di Maratea, era stato nominato governatore della città, Alessandro Mandarini. Il Mandarini, per timore di ritorsioni dei giacobini, si era asserragliato nel Castello che fu circondato e cannoneggiato portando alla resa il Mandarini e le sue truppe. L’episodio storico cambiò la fisionomia della parte alta di Maratea, I cannoneggiamenti fecero crollare parti importanti del Castello che dominava un vasto territorio tra Basilicata, Calabria e Campania e che, oggi, rimane un rudere. L’evento spettacolare proposto mira a ricostruire quelle notti di dicembre del 1806, a farle rivivere, anche grazie all’ausilio di luci laser, video proiettori e apparecchiatura luminotecnica all’avanguardia.
Contesto L’evento non è mai stato realizzato, anche se quei fatti storici sono fortemente radicati nella memoria collettiva. Si pensa di rivivere quei fatti su una spiaggia di Maratea con vista sulla zona Castello. Anche perché Mandarini fece rifugiare le famiglie dei legittimisti prima sull'isola di Santo Janni e poi su quella di Dino e nel contempo chiese aiuto alla corte borbonica rifugiata in Sicilia con numerosi rapporti, senza ottenere provvedimenti. La notte tra il 27 e il 28 ottobre una tempesta investi l’isola di Santo Janni distruggendo l’accampamento e facendo naufragare anche un paio di navi di appoggio e costrinse gli irregolari a rifugiarsi nel Castello di Maratea. Il 4 dicembre un contingente di quattromilacinquecento soldati francesi comandati da Jean Maximilien Lamarque e dotati di quattro cannoni, arrivò a Maratea. Lamarque decise di circondare il Castello dividendo il suo esercito in tre colonne. Respinta l'intimazione di resa, Mandarini e i suoi resistettero per quattro giorni agli attacchi portati avanti dai napoleonici. Il 7 dicembre, allo scopo di portare rifornimenti di viveri e munizioni agli assediati, un gruppo di arditi legittimisti tentò di sbarcare sulla costa marateota, nel punto chiamato “Illicini”, ma lì furono sorpresi da un gruppo di soldati francesi in perlustrazione. Ripresa la lotta tra assalitori ed assediati, la notte tra l'8 e il 9 dicembre i francesi tentarono un attacco a sorpresa, ma, intercettati da un artigliere, persero duecento uomini tra vittime e prigionieri della rappresaglia. Ma la posizione di Mandarini e dei suoi era tutt'altro che rosea. Non avevano più speranza di soccorsi dalle navi siciliane ed inglesi. I viveri e le munizioni erano pressoché esaurite. Dei due cannoni, uno, per il frequente utilizzo, era scoppiato e giaceva inservibile. Non rimaneva che la resa. Fatti storici importanti che il progetto mira a rievocare su una spiaggia e che può, col tempo, diventare un attrattore culturale.
Descrizione modalita' di gestione La memoria storica dei fatti si è trasmessa nel tempo attraverso modalità orali e scritte, molte sono le fonti di archivio. Scopo primario del progetto è di far conoscere questo materiale ricorrendo anche all’ausilio di codici espressivi quali il teatro, il cinema e le video installazioni. L’ambizione del progetto è quella di far nascere un attrattore turistico culturale capace di veicolare la storia di Maratea nel suo complesso e le bellezze di Maratea e la sua unicità urbanistica. L’attrattore dovrà nascere grazie a laboratori con la comunità residente affinché la medesima comunità irrobustisca la propria identità culturale e, col tempo, possa gestire l’evento. L’evento proposto vuole anche diventare una riflessione nazionale sull’urbanistica di ieri e di oggi, sull’abitare I luoghi riuscendoli ad usare anche come strumento o oggetto di lavoro. Il progetto è nato in sinergia con il Centro Mediterraneo delle Arti, diretto da Ulderico Pesce, impresa di produzione culturale riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che già ha mostrato grande interesse e grandi capacità di divulgare attraverso l’arte problematiche storiche.
Caratteristiche significative Mandarini e l’assedio del Castello di Maratea da parte dei francesi è un fatto storico importante e può permettere alla perla del Tirreno di essere “goduta” in un altro modo. L’episodio storico coinvolge un vasto territorio fatto di isolotti, vicoli, chiese, spiagge. L’azione di arroccamento di Mandarini diventa un modo per rivivere in rete quei luoghi. Mandarini, trovandosi nella posizione di dettare condizioni di resa, chiese ed ottenne da Lamarque la salvaguardia della vita e della proprietà di tutti. I soldati irregolari, fedeli alla casa borbonica si recarono nella chiesa di Maratea, dove, fra riti solenni degli uffizi religiosi e un sermone del parroco, dettero giuramento sull’immagine del Cristo, che non avrebbero mai preso le armi contro i francesi: e furono mandati liberi. Il generale Lamarque, rese gli onori militari al Mandarini al quale fece dono della sua sciabola. I francesi presero possesso della fortezza il successivo 10 dicembre 1806. Preso possesso della fortezza di Maratea, il Lamarque ordinò la distruzione delle mura e delle torri del cosiddetto Castello. I francesi mantennero per diverso tempo un presidio armato nella cittadina lucana, dove pure si ebbero diversi episodi di brigantaggio antifrancese e piccoli episodi di violenza. A Maratea, per essersi opposta ai nuovi conquistatori, furono tolte alcune prerogative che la città aveva vantato. Nel 1811 venne privata degli uffici giudiziari e del ruolo di capoluogo del locale circondario, e, insieme con Lauria, aggregata ad una nuova circoscrizione con capoluogo nella vicina Trecchina, più piccola cittadina della provincia di Potenza, allo scopo di umiliare le due popolazioni. Nei patti di capitolazione venne stabilito che gli ufficiali e coloro che desiderassero allontanarsi dal regno di Napoli potessero raggiungere Ferdinando IV di Borbone in Sicilia, protetta dagli inglesi e non toccata dalla conquista napoleonica. Tra coloro che ne usufruirono fu il Mandarini, che andò in esilio volontario a Cefalù fino al 1815, quando, con la restaurazione borbonica, fu nominato intendente della Calabria Citeriore.

Gli assedi di Maratea e quello della vicina Amantea, in provincia di Cosenza, furono le ultime resistenze borboniche opposte alla conquista del regno napoletano.
Bibliografia Numerose sono le pubblicazioni che ne parlano:
• Francesco Barra, Cronache del brigantaggio meridionale (1806-1815), Catanzaro, Società editrice meridionale, 1981.
• Gennaro Buraglia, Cenno intorno alla Traslazione del Sacro Torace di San Biagio in Maratea superiore o Castello, Lerida, Tipografia Mariana, 1896.
• Pietro Colletta, Storia del regno di Napoli dal 1734 al 1825, Tipografia elvetica, Capolago, 1834.
• Giuseppe Ferrari, L’insurrezione calabrese e l’assedio di Amantea del 1806, Roma, Officina poligrafica editrice, 1911.
• Luigi Maria Greco, Annali di Citeriore Calabria, Roma, Edizioni del Tornese, 1979.
• Domenico Damiano, Maratea nella storia e nella luce della fede, Sapri, Tip. S. Francesco, 1965.
• Luca Luongo, I caduti durante l'assedio di Maratea del 1806, in Archivio storico per la Calabria e la Lucania, LXXXII, Roma, A.n.i.m.I., 2016, pp. 147-158.
• Ferruccio Policicchio, Il decennio francese nel golfo di Policastro, Lancusi, Gutenberg, 2001.
• Biagio Tarantini, Blanda e Maratea: saggio di monografia storica, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1883.
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive L'ente comunale finanzia alcune attività utili ad incrementare la buonuscita della manifestazione con circa 3.000,00/ 4.000,00 euro.
Attivita' proposte Tutelare e valorizzare il bene è di fondamentale importanza. A tal proposito si necessita di contributi per migliorare i festeggiamenti e per pubblicizzarne la valenza storica ed etnoantropologica.
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? Si, da 1 a 3 anni
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare Far fronte alle caratteristiche tipiche dei servizi; rintracciare e studiare le fonti storiche; preparare
adeguatamente il supporto fisico e ambientale; formare il personale e la comunità; gestire il rapporto con le varie tipologie di 'clienti'; curare l'organizzazione interna; regolare i flussi della domanda; creare reti di 'feedback'; comunicare; coordinare il mix di servizi, ecc.
Calendario attivita' Valorizzazione della manifestazione - pubblicazione - valorizzazione attraverso la documentazione fotografica/artistica/pittorica/scultorea ecc.
Piano dei costi 20.000,00 euro all'anno per un totale di 60.000,00 euro
Piano dei ricavi Si stima un ricavo annuo, in termini di ricadute sul territorio, di circa 30.000,00 euro e quindi in totale circa 90.000,00 euro.
Partecipazione comunita' Trattasi di una manifestazione popolare di rievocazione storica, la comunità, preparata attraverso forme laboratoriali parteciperà all’evento in maniera attiva.
Stato della progettazione Progettazione esecutiva e cantierabile