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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI LATRONICO
Codice fiscale/Partita IVA 00753300763
Comune Latronico
CAP 85043
PEC protocollo@pec.latronico.eu
Legale rappresentante FAUSTO ALBERTO DE MARIA
Responsabile del procedimento
Nominativo FAUSTO ALBERTO DE MARIA
Email rosita.labanca02@gmail.com
Telefono 0973.853209 - 3922587854
Ruolo SINDACO
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene Festa Patronale di S.Egidio Abate
Localizzazione
Luogo culturale Latronico è posizionato a 888 m s.l.m all'entrata della valle del Sinni, nella parte sud-occidentale della provincia, e sorge ai piedi del monte Alpi.
Le vicende storiche di Latronico e del suo popolo continuano ad essere oscure dal III secolo a.C. all'XI secolo, quando solo nel 1063 per la prima volta compare il nome di Latronico in un documento, il Syllabus Graecarum Membranarum. Il primo nucleo abitativo risale probabilmente all'Alto Medioevo ad opera di una popolazione rurale che si stabilì su un colle più alto per sottrarsi alle scorribande di Longobardi e Saraceni. Negli anni che seguirono il paese fu feudo di Cola di Jonata, dei Sanseverino, dei Palmieri, dei Corcione e infine dei Gesuiti. Quando i Gesuiti furono espulsi dal Regno di Napoli (1767) il feudo passò al Demanio.
Alla fine del Settecento anche Latronico partecipava attivamente alla vita della Repubblica Partenopea, e alcuni latronichesi, che avevano evidentemente a cuore le idee rivoluzionarie di libertà, fratellanza e uguaglianza furono inclusi nel "Notamento dei Rei di Stato" e andarono così incontro al carcere e alla morte. Anche Latronico dal 1861 al 1865 ebbe i suoi briganti, che erano organizzati in bande, fra cui quella di Nicola De Luca (detto Scaliero) e quella di Francesco Viola (Pedatella).
Scoppiò la Grande Guerra e Latronico pagò uno scotto di 52 tra morti e dispersi e 12 mutilati. Durante l'epoca fascista si incominciarono a sfruttare le sorgenti solfo-magnesiache site in contrada Calda, costituendo una società e costruendo uno stabilimento termale all'avanguardia per l'epoca. Questo fece di Latronico una delle zone di cura, svago e riposo più importanti dell'intera Basilicata. Sempre durante il ventennio fascista al comune di Latronico furono aggregate le frazioni di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo.
Localizzazione geografica La Basilica Pontificia Minore di Sant'Egidio Abate è situata nel centro storico, sull'omonima piazza. La data probabile dell'ampliamento è quella del 1570, quando la statua del Santo, cui la chiesa fu edificata, fu scolpita.
L'interno è a tre navate, divise da sei colonne con capitelli dorici. Sulle prime due colonne della navata centrale sono ubicate due acquasantiere datate 1859 realizzate con marmo locale. Si notano sulle pareti laterali dell'abside le tele dipinte ad olio Sant'Egidio nella gloria di Emilio Larocca di Trecchina e il polittico Vita di Sant'Egidio realizzato dal Latronichese Egidio Viola.
Nel transetto a sinistra si può ammirare l'affresco del XVIII secolo Incontro di Sant'Egidio col re Wamba, dal quale dal 1709 trasuda in uno o più venerdì di marzo il miracolo della Santa Manna. Poco lontano troviamo in una nicchia la statua marmorea del santo realizzata nel 1570. Di recente costruzione la cripta (1998) che custodisce gelosamente il mezzo busto in argento finemente lavorato del protettore del paese, il cui volto manifesta un'espressione di severo ascetismo.
La Chiesa di Sant'Egidio fu proclamata Basilica Minore da Pontefice Paolo VI, nel 1971.
Descrizione del bene
Aree tematiche - Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
- Santità e vissuto religioso
Valutazione interesse culturale Uno degli eventi più importanti di Latronico è senza dubbio la festa di Sant'Egidio Abate, con la consueta processione per le vie del paese della statua del Santo. Rinomata a livello locale ha una durata di tre giorni (30, 31 e 1º settembre) durante i quali il paese illuminato a festa viene visitato dai pellegrini provenienti da diverse località. Allietata da rappresentazioni musicali di complessi bandistici e di artisti di livello nazionale, è senza dubbio la festa più amata dai latronichesi, la cui attesa è specchio della devozione nei confronti del Santo.
Nel mese di agosto si svolge il Palio Rionale di S. Egidio in cui si sfidano in gare sportive diverse squadre rappresentanti i rioni del paese.
Nel mondo latronichese c’è stato, e in parte continua ad esserci, un sentimento religioso semplice, naturale e quindi, ancora intriso di quel senso di profondo mistero.
Non si può parlare della religiosità del popolo latronichese senza parlare del culto che questo popolo ha verso il suo patrono, Sant’ Egidio Abate, che di questa religiosità è fondamento. Infatti difficilmente un popolo è legato al suo protettore più di quanto i latronichesi lo siano a Sant’Egidio. Il Santo è una presenza costante e intangibile nella storia e nella vita di Latronico e dei suoi abitanti.
Intorno ad esso si esprime l’identità e l’unità di questo popolo.
La devozione che la gente di Latronico nutre per questo Santo è immutabile negli anni e ben si può rappresentare oggi, con quanto scrisse l’insegnante Alfredo D’Anna nel 1961: "Se a nominare il nostro gran Santo ti è di fronte un vecchio lo vedi subito scoprirsi e parlarne con fanatica riverenza; se invece l’ interlocutore è giovane, ferma il suo dire e, quasi con timore ti ascolta...La santa religiosità dei nostri padri ci ha inculcato un rispetto immenso per questo grande miracoloso Santo, che da secoli soprassiede alle fortune del nostro paese e che si venera dal Tirreno allo Ionio, dalle piane di Metaponto a quelle di Sibari e della Calabria Bruzia".
Non è raro vedere persone che entrando nella Chiesa Madre prima si recano all’altare del Santo protettore e all’altare del Santissimo. Ciò non perchè si abbia meno devozione per il Signore ma perchè è innata, anche se non la si sa spiegare, la convinzione che per arrivare all’Altissimo si debba passare per Sant’ Egidio. Si è tanto abituati a non posporlo ad altri che è tipico ascoltare frasi del tipo: "pigliatela con il Padreterno ma lascia stare Sant’ Egidio".
Questo attaccamento vibrante e sentito è ben visibile nelle giornate della Manna, in cui la chiesa madre è gremita di fedeli che aspettano il miracolo del Santo Protettore (da un dipinto laterale della navata sinistra, nei venerdì di Quaresima, fuoriesce un liquido incolore).
Contesto La manifestazione è fortemente radicata nel contesto latronichese e nei paesi limitrofi. Inoltre è particolarmente sentita dalle comunità di latronichesi emigrati al Nord ed all'Estero, che ritornano al paese natìo soprattutto in occasione della ricorrenza della Festa Patronale.
Descrizione modalita' di gestione La Festa Patronale di S.Egidio si è trasmessa nel tempo attraverso la tradizione orale e scritta e, nei tempi moderni anche attraverso i mezzi multimediali. Oggi si ha a disposizione un ricco archivio video e fotografico della manifestazione.
Caratteristiche significative La festa di S.Egidio ha origine remote ed è collegata ai riti arcaici legati alla terra. Alla Festa Patronale si affianca il "miracolo della S.Manna".
I fedeli di Sant’Egidio, , i venerdì di Quaresima attendono il segno della manna. «Un segno di benevolenza del santo». Dal 1716, e solo in uno o più venerdì , dall’affresco raffigurante Sant'Egidio che fa penitenza in un eremo, «trasuda» un liquido incolore.
L’evento, di cui le cronache raccontavano già dal 1709, si verificò in modo «eclatante», nel 1716, si racconta che, il popolo era preoccupato per il verificarsi di calamità naturali e pregava Sant'Egidio affinchè le facesse cessare. La preghiere furono esaudite e quel liquido rappresentava probabilmente il segno del «miracolo» o della protezione del santo protettore. Il 22 febbraio del 1728 il vescovo promulgò il decreto secondo cui il liquido si può raccogliere ogni volta che si presenta. Da allora il misterioso evento si ripete quasi ogni anno. La gente l’attende con ansia, anche perché per caso o chissà per cosa, quando l’evento non si è ripetuto, l’anno non è andato proprio bene.
Qualche esempio nel 1918, era in corso la prima guerra mondiale o nel 1944, seconda guerra, nel 1990 ancora guerre. Ma per quest’anno questo «segno di grazia che Dio concede al popolo di Latonico per intercessione del suo Protettore, dice don Giovanni, vissuto dalla gente con fede e devozione» si è ripetuto. Le campane hanno suonato a festa, per poco meno di due ore la basilica è stata aperta e tutti i Latronichesi, credenti e increduli che si sono fatti segnare con il segno della Manna. Sono state confezionate oltre duemila bustine che saranno conservate dai devoti del santo protettore non solo di Latronico. E la domenica dopo Pasqua ringrazieranno per l’avvenuto segno.
Bibliografia Egidio Giordano, Cronache di Latronico, Folklore - Tradizioni - Cultura, Lagonegro, Tip. Zaccara, 2002.
COSTANZA Giovanni-GIORDANO Egidio -Gente e Cose di Latronico: Mostra fotografica e documentaria, 1987
D’ANGELO Egidio R. - Vita e Novena di S. Egidio Abate, 1951
DE LUCA Bonifacio - L’Umile grandezza di S. Egidio, 1750
DE SARLO Antonio M.- Vita di S. Egidio Abate, 1925
LOFRANO Antonietta - Diffusione culturale e agiografica di S. Egidio con particolare riguardo al potentino (Tesi di Laurea, A.A 1981/82)

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/basilicata/263558/dal-1716-il-miracolo-della-manna-di-santegidio.html

http://www.latronico.eu/bibliografia-latronichese
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive Ogni anno l'Ente Comunale di Latronico mette a disposizione, per la Festa Patronale, una somma di circa 2000 euro a copertura della SIAE , Palco ed allaccio energia elettrica.
Attivita' proposte Il progetto prevede la realizzazione di documentari che raccontino la storia e le radici del culto di S.Egidio.Alle testimonianze dei cultori della storia latronichese, dei religiosi locali e dei devoti si aggiungeranno i racconti degli emigrati che ritornano a Latronico proprio in occasione della festa Patronale.
Tutti e tre i documentari saranno tradotti e sottotitolati in lingua inglese, prodotti su DVD in custodia rigida e racchiusi in un cofanetto.

Sarà inoltre realizzato un sito web dedicato al progetto con approfondimenti su "S.Egidio e la Santa Manna" attraverso video , interviste varie, foto storiche, ricerche, video documentari e pubblicazioni realizzate all’interno del progetto.
Il sito sarà sia in lingua italiana che in lingua inglese, nonchè in russo.
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? Si, da oltre 7 anni
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare -documentari tradotti e sottotitolati, prodotti su DVD.
-realizzazione di un sito web dedicato al progetto
- attività di promozione e divulgazione del progetto.
Calendario attivita' 2018-Documentario sul Culto di S.Egidio e la S.Manna e realizzazione sito web
2019-Attività di promozione del materiale prodotto,verso Matera 2019
2020-Documentario di approfondimento delle attività svolte negli anni precedenti.
Piano dei costi 2018- 8000 euro
2019- 8000 euro
2020- 8000 euro
Piano dei ricavi Sono previsti solo ricavi indiretti, come ricadute sul territorio, e al momento non quantificabili.
Partecipazione comunita' La comunità religiosa e civile, sia locale che dei paesi limitrofi; le comunità di latronichesi residenti all'estero e al nord Italia (Prato e Lonate Pozzolo (VA).
Stato della progettazione Progettazione esecutiva e cantierabile