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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione Comune di Pescopagano
Codice fiscale/Partita IVA 00222420762
Comune Pescopagano
CAP 85020
PEC protocollo@pec.comune.pescopagano.pz.it
Legale rappresentante Crescenzo Schettini
Responsabile del procedimento
Nominativo DANIELE PIETRO NARDIELLO
Email gabrielelotano@tiscali.it
Telefono 320/6062354
Ruolo Resp. Amm.vo Finanziario
Denominazione del bene tangibile
Nome del bene Castello
Localizzazione
Localita' Pescopagano
Indirizzo castello via
Coordinate geografiche
Riferimenti catastali
Comune Pescopagano
Foglio 31
Particella/e 159-188
Descrizione del bene
Natura prevalente Manufatto
Periodo di realizzazione Anno 900-1000
Valutazione espressa dal MiBACT Nessuna
Contesto L'area su cui insistono i ruderi del castello è situata nella parte interna del centro storico, dove è possibile distinguere l'immagine dell'antico insediamento fortemente aggregato intorno alla rocca, caratterizzato dalla cortina edilizia molto compatta interrotta soltanto da porticati o stretti vicoli.
Sintesi morfologica e tipologica Nel IX e X secolo, quando infierivano le incursioni dei Saraceni, ognuno di questi volle costruire in ogni citt? un castello, o almeno una torre.

La citt? di Conza era troppo esposta alle incursioni dei barbari. che ne conoscevano la sua importanza come piazzaforte; ma, smantellata dai terremoti, afflitti e decimati gli abitanti dalla malaria, non si affidava più alla resistenza e ad un sicuro insediamento stabile, quindi la maggior parte dei cittadini emigr? sui monti, dove era più facile difendersi, e in luogo più benigno.

L'esempio degli abitanti di Conza fu seguito da quelli dei casali, formandosi cos? il Castrum Petra Paganae. In realt? tutti sanno che un sistema di fortezze e centri fortificati doveva gi? esservi su quei monti, tenuto conto che in Pescopagano, Montecalvo e Cairano, localit? situate nel circuito di Conza, trovarono rifugio, dopo la battaglia del Volturno, i settemila Goti che si arresero poi a Narsete.

Le notizie sicure sui primi feudatari abitanti del castello risalgono al 1164: al conte Gionata di Balvano.

Nel XIII sec. possiede Pescopagano Raynaldo de Ponzellis Gallico, investito del feudo da Carlo I d'Angi?, dopo la caduta di Manfredi a Benevento. Nel 1331 per fellonia del feudatario Filippo Stendardo o Stenderogo il castello con tutto il feudo pass? al regio demanio.

Roberto d'Angi? ne fece donazione alla regina Sancia di Maiorca, che lo alien? a Mattia Gesualdo. I discendenti di costui diedero tanto filo da torcere ai poveri vassalli di Pescopagano che, con i continui piani giudiziari, stancarono il Sacro Real Consiglio. Gli abusi e le violenze finirono soltanto con l'abolizione del feudalesimo.

Chi volesse osservare oggi il castello, vedrebbe un mucchio di neri macigni, coperti di edere e di rovi, senza una via praticabile.

La tradizione racconta che qui, invece, vi era il ricco Pietro Pagano, nemico di Dio e degli uomini.

Avvenne per? che, verso la mezzanotte di un giorno di un anno ignoto, la gallina cant? tre volte di notte, e subitamente si ud? uno rimbombo, un boato sotterraneo e più e più volte si scosse e trem? la terra. Allora rovin? il castello e si videro quei dirupi che prima non erano.

E cos? fu che il paese, dal nome di quel signore, rimasto sepolto sotto quelle rovine, si chiam? Pescopagano o Petra Pagana.

Indubbiamente questo aneddoto ricorda i tristi tempi del feudalesimo e il terremoto del 1466, riportato da Lodovico di I Raimo nei suoi annali: "Ai 14 gennaio 1466 ad hora nona fu un gran terremoto e dur? più d'un miserere dicendosi ben per agio; e per la virtù di Dio nullo male successe a Napoli, ma nella Provincia di Principato Citra più e più terre foro guaste vidilicet Buccino, Pascopagano, Consa et altre Terre".

E l'altro più funesto ancora dell'8 settembre 1694 che distrusse quasi interamente l'abitato e fece rimaner sepolte sotto le macerie più di seicento persone.

Storia L'origine e la geografia territoraiale di Pescopafgano è collegata alla storia e all'orginr della citt? di Conza o Coza, nei tempi antichi la vasta pianura del territorio di Conza era difesa da formidabili rocche, disposte intorno a se. Da una parte vi è la rocca di Carissa, castello di Conza, Carimassus oggi Conza, dall'altra vi era la fortezza che segna ancora oggi il confine tra la Lucanie e l'Irpinia, chiamata Petra Pagana, oggi Pescopagano, fortificata dai Goti, in posizione dominante sull'alta Valle dell'Ofanto. Secondo lo storico antico Agatia nel 555 d.C., la rocca fu occupata dai Goti, scampati alla disfatta sul Vulturno, i quali ampliarono le fortificazioni e sostennero l'assedio delle truppe Bizantine guidate da Narsete. Ma vinti, dopo aver resistito per tutto l'inverno, furono condotti prigionieri in Costantinopoli. Dopo la dominazione bizantina il territorio di Pescopagano faceva parte del gastaldato di Conza sotto la dominazione Longobarda (568). Il quel periodo si ebbero le cruenti incursioni degli Ungari e Saraceni, anche perchè i Longobardi non sono mai stati un popolo di navigatori. In definitiva si pu? dedurre, che la rocca fortificata da Pescopagano costitu? un punto di appoggio per l'uno e l'altro degli eserciti di contesa.
Negli anni, causa i frequenti terremoti che sconvolgomo il territorio, la rocca è parzialmente crollata, sono per? visibili la torre principale e le mura perimetrali in particolare la fortificazione notd silla valle dell'Ofan
Destinazione d'uso Culturale visitabile
Periodo di fruizione Tutti i giorni su prenotazione.
Modalita' di gestione Diretta
Servizi attivi - Guida e assistenza didattica
- Organizzazione di mostre e manifestazioni culturali
- Visita e vigilanza
Servizi attivabili - Accoglienza
- Informazione
- Guida e assistenza didattica
- Organizzazione di mostre e manifestazioni culturali
- Iniziative promozionali
- Visita e vigilanza
Completamento ai fini della valorizzazione e fruizione
Data e storia recente dei restauri e degli interventi di conservazione Dopo il sisma del 1980 la rocca è staa oggetto di intervento di consolidamento che ha messo in evidenza la torre e il muro di fortificazione nella parte Nord, successivamente sono state rifatte le strade di accesso all'area nel rispetto della tipologia esistente prima del sisma del 1980.
Nel 2010 sono stati eseguiti lavori per la messa in sicurezza dei percorsi turistici e riqualificazione area di accesso ai ruderi.
Risorse necessarie per opere murarie 150000
Risorse necessarie per attrezzature e allestimenti 100000
Risorse necessarie per altro 50000
Eventuale descrizione risorse necessarie per altro Manutenzione delle opere esistenti quali ringhiere in legno, scale, percorsi pedonali ecc...
Personale ed attrezzature per la gestione e l'accesso in sicurezza ai ruderi.
Rendere accessibile la zona posteriore dei ruderi.
Intese istituzionali
Disponibilita' a forme di gestione diretta Progettazione dei lavori necessari per rendere accessibile la zona posteriore dei ruderi del castello, prevedendo una prima fase di individuazione dei soggetti da coinvolgere (professionisti, imprese ecc.) il tutto finalizzato alla riqualificazione dell'intero complesso.
Disponibilita' a forme di gestione indiretta Eventuale affidamento della gestione all'esterno.
Risorse aggiuntive Attualmente nessuna
Sostenibilita' gestionale I lavori saranno volti alla conservazione del patrimonio
Sostenibilita' finanziaria non fruibile
Vincoli su territorio Centro storico
Conformita' urbanistica conforme
Conformita' ambientale conforme
Eventuali risorse aggiuntive Attualmente nessuna
Stato della progettazione Progettazione preliminare