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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione Comune di San Costantino Albanese
Codice fiscale/Partita IVA 82000990760
Comune San Costantino Albanese
CAP 85030
PEC comunesancostantinoalbanese@pec.it
Legale rappresentante Renato Iannibelli
Responsabile del procedimento
Nominativo RENATO IANNIBELLI
Email sindaco.iannibelli@sancostantinoalbanese.gov.it
Telefono 097391126
Ruolo Sindaco
Denominazione del bene intangibile
Nome del bene Cultura Arbëreshë
Localizzazione
Luogo culturale Il luogo culturale è il Comune di San Costantino Albanese (PZ), comunita'  di origine albanese.
Localizzazione geografica San Costantino Albanese si trova in Provincia di Potenza, in Val Sarmento, nel Parco Nazionale del Pollino. In Basilicata sono cinque le comunita' di origine albanese: Barile, Ginestra, Maschito, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese.
Descrizione del bene
Aree tematiche - Demoetnoantropologica (Tradizioni, riti, ...)
- Linguistica (dialetti, ...)
Valutazione interesse culturale San Costantino Albanese conserva ancora oggi, a distanza di circa cinque secoli dalla sua fondazione, gli usi, i costumi, le tradizioni, la lingua e il rito religioso della terra d'origine. Per mantenere queste peculiarita', fondamentali per l'identita' di un popolo e per non essere sottomessi all'impero Ottomano, gli albanesi decisero di scegliere una nuova terra dove vivere e conservare la loro cultura e le loro tradizioni, mantenendole nel tempo; questa nuova terra è stata ed è l'Italia meridionale.
A San Costantino Albanese si parla quotidianamente l'antica lingua albanese, tramandata oralmente. Nel 1908 l'alfabeto albanese venne codificato grazie anche all'aiuto di letterati italo-albanesi. La conservazione della lingua è dovuta in parte anche all'appartenenza alla diocesi Italo-Albanese di Lungro (CS) e al rito Greco-Bizantino con il quale si celebra la messa, officiata in lingua albanese. La celebrazione del matrimonio, ricca di simbologia e fascino orientale, il battesimo, durante il quale viene impartita anche la cresima e la prima comunione, il ricordo dei defunti, che dura una settimana, a febbraio, con la distribuzione del grano cotto e tutte le altre feste, rendono il nostro rito unico, un patrimonio da conservare e valorizzare insieme a tutti gli altri elementi che caratterizzano la nostra comunita'.
Il nostro paese è da considerarsi vivo dal punto di vista culturale. Sono presenti gruppi che fanno rivivere le antiche musiche, gli antichi canti, le danze e il folklore arbëresh e svolgono le proprie manifestazioni sia in Italia che all'estero. Importante è la produzione musicale e bibliografica.
Altro importante e caratterizzante elemento della nostra cultura sono gli antichi e preziosissimi abiti tradizionali, riccamente ricamati con filigrana d'oro e d'argento.
A San Costantino Albanese, durante le celebrazioni della Festa della Madonna della Stella, viene proposto uno spettacolo unico in Italia: l'accensione dei "Nusazit", pupazzi in cartapesta. I pupazzi antropomorfi di cartapesta sono costruiti con opportune intelaiature (armaxhi) di legno, e sono poi vestiti con i costumi raffiguranti elementi del folclore locale. Tali pupazzi sono riempiti opportunamente con polvere pirica e razzi al fine di generare un moto (in alcuni rotatorio intorno al proprio asse in altri di altro tipo) che si conclude per ognuno di essi con la detonazione finale.
Si tratta di pupazzi a grandezza naturale che raffigurano i seguenti personaggi: una donna (nusja), un pastore (Kapjel picut), due fabbri (furxharet) e il diavolo (djallthi). La valorizzazione delle nostre tradizioni e la grande volonta' di conservare le importanti peculiarita' esistenti, sono prioritarie e l'Amministrazione Comunale, coadiuvata dalle associazioni culturali, si adopera affinche' il nostro importante patrimonio non vada disperso.
Contesto San Costantino Albanese è una comunita' di origine albanese. Il nome degli albanesi d'Italia è arbëresh. Secondo la tradizione, San Costantino Albanese sarebbe stato fondato da profughi Coronei, provenienti dalla citta' di Corone, nella Morea (Grecia), durante la quarta emigrazione avvenuta nel 1534, in seguito all' occupazione dell'Albania da parte dell'impero Ottomano. Il re di Napoli li accoglie e li destina in varie parti del regno. Lazzaro Mattes, incaricato degli smistamenti, destina uno di questi gruppi presso il mandamento di Noja (l'attuale Noepoli). Sorge cosi' il casale di San Costantino Albanese. Il paese è oggetto di alcuni privilegi regali: fino al 1671 i suoi abitanti sono esentati dalle tasse e dai pesi fiscali; i regnanti spagnoli vogliono premiarli per l'aiuto dato, in passato, nella battaglia contro i Turchi. Tra le cose che gli arbëreshë sentivano e sentono ancora oggi come loro peculiarita' è la lingua, non solo come codice comunicativo ma simbolo stesso dell'etnia.
I costumi, le manifestazioni tradizionali e tutto l' apparato folklorico e le consuetudini di vita contribuiscono, con la lingua, a caratterizzare l' identita' del gruppo etnico. La conservazione del rito Greco-Bizantino, fa ricadere la comunita' sotto la giurisdizione ecclesiastica dell' Eparchia di Lungro (CS).
Descrizione modalita' di gestione La trasmissione della lingua e delle forme di cultura tradizionale è avvenuta per secoli secondo i meccanismi della tradizione orale, spesso all'interno delle famiglie.
Negli ultimi decenni la valorizzazione è avvenuta anche grazie a iniziative, quali corsi di lingua, iniziative culturali e musicali, promosse dalla scuola, dalle associazioni locali e dall'amministrazione comunale, nonche' grazie a forme di volontariato.
Tra le figure più attive vanno menzionate quelle di Papas Antonio Bellusci, promotore della rivista Vatra Jone, la poetessa Enza Scutari, importante la sua azione sul piano didattico anche per quanto riguarda la valorizzazione della lingua; Pasquale Scutari per gli aspetti linguistici, Nicola Scaldaferri per quelli musicali.
A iniziare dagli anni 80 vanno menzionate varie associazioni quali il Circolo culturale Vellamja,Voxha Arbëreshe, Vatra Jone, Vjesh, tutte molto attive nella promozione di eventi di valorizzazione del patrimonio etnico, linguistico e musicale.Recentemente è stata istituita la Biblioteca di Cultura Albanese dove sono raccolti numerosi testi del mondo arbëresh. Sono presidi culturali importanti "L'Etnomuseo della Cultura Arbëreshe", "La Casa Parco", che ospita il Museo dell'Etnobotanica, mostre su aspetti antropologici e naturalistici, "Il Museo dell'Arte Sacra" e la Chiesa Madre con le sue splendide icone bizantine. Le manifestazioni culturali che vengono promosse sono numerose e di elevata qualita'. Uno sforzo maggiore andrebbe fatto nel campo della conservazione dell'antica lingua che andrebbe inserita anche come attivita' didattica, insieme a tutte le altre attivita' culturali arbëresh, gia' praticate nella scuola. La lingua è l'elemento forte e fondante della nostra comunita' e deve necessariamente essere tramandata alle future generazioni.
Caratteristiche significative La cultura arbëreshe è unica preziosa. La stessa è stata definita da studiosi albanesi "La banca delle tradizioni dell'Albania" poiche' nell'Italia Meridionale l'antica cultura della terra d'origine si è conservata per secoli senza contaminazioni mentre in Albania ha subito l'influenza dei vari popoli che nei secoli hanno invaso quel territorio. Sono caratteristiche salienti l'antica lingua, il rito greco-bizantino, le musiche, le danze, i canti e tutto l'apparato folklorico e gli antichi e preziosi abiti tradizionali.
Bibliografia N. Scaldaferri
"Nel paese dei cupa cupa", Squilibri, Roma 2006; (Premio ANCI 2007);
"Polifonia arbëreshë della Basilicata. Concerto all'Abbazia di Royaumont", Nota, Udine 2005;
"Musica arbëreshe in Basilicata", Adriatica Ed. Salentina, Lecce 1994. Prefazione di P. Sassu.
"Lule sheshi/Fiori di prato-Omaggio all'arte poetica di Enza Scutari", Squilibri, Roma 2010;
"Enzo Schillizzi pittore", Squilibri, Roma 2010
E. Scutari
"Bubuqja" 1984;
"Pllaka rrëfien", 1986;
"Malli i shpirtit-Poezi të zgjedhhura", 2000.
P. Scutari
"Spigolature lessicali sulla parlata degli Arbëreshë di San Costantino Alb." 1991;
Il lessico della parlata arbëreshë di San Costantino Alb.? 2002;
"Uno studio fonologico e morfologico della parlata arbëreshë di San Costantino Alb." 1997;
"I nomi delle piante nelle comunit? arbëreshë del Pollino lucano" 2005;
"Dizionario arbëresh di San Costantino Alb.", 2010;
"Gli Arbëreshë e la Rilindja" 2010
Piano di salvaguardia proposto
Risorse aggiuntive
Attivita' proposte Festival della cultura arbëreshë, con il coinvolgimento anche di altre comunit? albanofone
Ricerche e pubblicazioni su aspetti importanti dell'etnia
Realizzazione di un sito internet dedicato
E' gia' stato attivato un piano per la salvaguardia/rivitalizzazione e valorizzazione/fruibilita'? Si, da oltre 7 anni
Descrizione attivita' realizzate o da realizzare Festival della cultura arbëreshë, con il coinvolgimento anche di altre comunit? albanofone
Ricerche e pubblicazioni su aspetti importanti dell'etnia
Realizzazione di un sito internet dedicato
Calendario attivita' Festival: tutti e tre gli anni
Primo anno: ricerca su aspetti importanti dell'etnia
Secondo e terzo anno: discussione pubblicazione dei risultati
Sito internet dedicato agli aspetti della cultura albanofona dal secondo anno

Piano dei costi Al fine di attuare il programma necessita una spesa complessiva nei tre anni di euro 90.000,00
Piano dei ricavi Non vi sono ricavi di natura economica poiché trattasi di attivit? per le quali non è previsto pagamento di biglietti o concorso a spese.
Partecipazione comunita' Coinvolgimento attivo delle competenze locali e delle associazioni negli eventi. Saranno parte attiva le associazioni culturali Gruppo Vjesh e la Pro Loco nonche' personalita' di spicco della cultura e della musica quali Nicola Scaldaferri (etnomusicologo, Universita' di Milano) e Maddalena Scutari (esperta di albanologia).
Stato della progettazione Progettazione preliminare