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Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI AVIGLIANO
Codice fiscale/Partita IVA 80001750761
Comune Avigliano
CAP 85021
PEC comune.avigliano@cert.ruparbasilicata.it
Legale rappresentante VITO SUMMA
Responsabile del procedimento
Nominativo MARGHERITA ACCUOSTO
Email maaccuos@rete.basilicata.it
Telefono 0971701881
Ruolo RESPONSABILE UFFICIO AA. PP. -COMMERCIO-TURISMO
Denominazione del bene tangibile
Nome del bene Ex Monastero di S. Maria degli Angeli (o dei Riformati)
Localizzazione
Localita' Avigliano
Indirizzo Piazzale Mons. A. Verrastro MONASTERO
Coordinate geografiche
Riferimenti catastali
Comune Avigliano
Foglio 81
Particella/e 50
Descrizione del bene
Natura prevalente Fabbricato
Periodo di realizzazione Anno 1615
Valutazione espressa dal MiBACT Decreto del 26/06/2003 del Ministero per i Beni e le Attivit? Culturali ai sensi degli artt. 2, 5, 6 del Dlgs 490/1999.
Contesto L'edificio è parte integrante dell'ex complesso monastico francescano di S. Maria degli Angeli comprendente anche l'adiacente chiesa conventuale, che per le sue peculiarit? tipologiche, architettoniche e per il ricchissimo patrimonio artistico in essa ospitato, si pone quale punto fermo del periodo barocco a livello regionale.
Nell'area antistante il fronte del complesso monumentale insiste un parco urbano ospitante diversi esemplari di pioppo nero di oltre due secoli di vita tutelati dalla Legge Regionale n. 28 del 28 giugno 1994.
Sintesi morfologica e tipologica Il monastero francescano di S. Maria degli Angeli di Avigliano viene fondato nel 1615, ma l'assetto definitivo del complesso viene raggiunto solamente nel 1786 anno al quale risale la configurazione stilistico-architettonica della facciata del convento e dell'annessa chiesa.
I caratteri stilistici sono quelli tipici del barocco salentino - caso alquanto raro in un centro cos? distante dall'area di influenza di questa peculiare corrente artistica - che si manifestano soprattutto nell'apparato decorativo dei due portali d'ingresso al convento.
Nel chiostro è sopravvissuto ai vari interventi il pozzo seicentesco.
La chiesa, a due navate, è ricca di testimonianze artistiche tra cui spiccano tele seicentesche di autori lucani quali G. Bresciano e P.A. Ferro, e settecentesche di artisti della scuola napoletana quali F. Ceppaluni e G. Cenatiempo. Ma vi sono anche altre opere anonime comunque databili al XVIII, e la tela del 1869 raffigurante Monsignor Filippi, il cui autore si firma con lo pseudonimo di Sordomuto. Le opere pittoriche sono inserite in altari in legno policromo finemente intagliati.
Vanno pure segnalate diverse statue di santi, anch'esse in legno policromo, una scultura in terracotta policromata raffigurante il Purgatorio, la cantoria e l'organo.
Negli anni '90 del XX secolo, l'ex complesso conventuale è stato interessato da un programma di restauri promosso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali della Basilicata, che ha consentito la riapertura della chiesa nel 1996.
Dopo la soppressione degli ordini monastici avvenuta nel 1866 il convento viene in parte abbandonato e depredato per poi essere destinato a carcere minorile e riformatorio giudiziario.
I lavori di ristrutturazione e ampliamento, su progetto del 1904, furono ultimati nel 1935 e dopo circa trent'anni il complesso carcerario venne nuovamente abbandonato.
Intanto la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali della Basilicata predispone un progetto di restauro della chiesa e dell'ala originaria del complesso corrispondente al monastero. I lavori si protraggono per tutti gli anni '80 e '90 del '900 e allo stato odierno sono quasi del tutto ultimati ad eccezione del completamento dell'impianto termico, dell'ascensore collegante i due livelli, delle finiture di alcuni locali al piano superiore, dell'adeguamento al superamento delle barriere architettoniche.
Storia La fondazione del convento di S. Maria degli Angeli risale al 1615, e si colloca nell'ambito del rinnovamento degli ordini monastici, giunto in Basilicata dopo aver interessato altre regioni della penisola.
Le soppressioni conseguenti alle leggi del 1806-08 emanate dal governo francese risparmiarono il convento di S. Maria degli Angeli. In quel periodo esso ospitava moltissimi arredi sacri e opere d'arte e una biblioteca di oltre mille volumi, incrementata successivamente da Mons. Luigi Filippi divenuto nel 1876 arcivescovo dell'Aquila.
Nel monastero soggiorn? anche il re Ferdinando II di Borbone, in visita ad Avigliano nel 1846. Dopo aver ospitato le regie truppe, giunse la definitiva soppressione (1866), in seguito alla quale venne depredato dell'ingente patrimonio librario e di quant'altro era servito a fare del monastero un importante polo della cultura lucana.
Nel 1894 viene candidato ad ospitare un'altra importante istituzione: quella del Riformatorio Giudiziario, grazie all'interessamento del ministro Emanuele Gianturco. Il progetto di ampliamento del 1904 fu portato a compimento solamente nel 1935. A partire da questa data l'immenso fabbricato ospita, per un cinquantennio, centinaia di ragazzi per i quali si rende necessario un processo di rieducazione alla vita civile.
Fonte: FRANCESCO MANFREDI, Avigliano -Storia urbana, Territorio, Architettura, Arte, II edizione riveduta e ampliata, Avigliano, Politeia Edizioni, 2015,
Destinazione d'uso Non utilizzato Non fruibile
Periodo di fruizione Nessuno
Modalita' di gestione Diretta
Servizi attivi - Pulizia
Servizi attivabili - Editoria e vendita di cataloghi
- Sussidi e materiale informativo
- Riproduzioni
- Recapito del prestito bibliotecario
- Gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali
- Gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni
- Accoglienza
- Informazione
- Guida e assistenza didattica
- Caffetteria
- Ristorazione
- Guardaroba
- Organizzazione di mostre e manifestazioni culturali
- Iniziative promozionali
- Pulizia
- Vigilanza e biglietteria
- Visita e vigilanza
Non fruibilita' Il bene attualmente non è fruibile in quanto è in corso di definizione la proposta progettuale della sua destinazione a museo civico.
Completamento ai fini della valorizzazione e fruizione
Data e storia recente dei restauri e degli interventi di conservazione Negli anni '90 del XX secolo, l'ex complesso conventuale è stato interessato da un programma di restauri promosso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali della Basilicata, che ha consentito la riapertura della chiesa nel 1996.
Dopo la soppressione del 1866 il convento viene destinato a carcere minorile e riformatorio giudiziario.
I lavori di ristrutturazione e ampliamento, su progetto del 1904, furono ultimati nel 1935 e dopo circa trent'anni il complesso carcerario venne nuovamente abbandonato.
Intanto la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali della Basilicata predispone un progetto di restauro della chiesa e dell'ala originaria del complesso. I lavori si protraggono per tutti gli anni '80 e '90 del'900 e allo stato attuale sono ultimati ad eccezione del completamento dell'impianto termico, dell'ascensore, finiture di alcuni locali al piano superiore, adeguamento al superamento delle barriere architettonic
Risorse necessarie per opere murarie 250000
Risorse necessarie per attrezzature e allestimenti 200000
Risorse necessarie per altro 200000
Eventuale descrizione risorse necessarie per altro -Restauro delle tele in deposito presso la Soprintendenza, di altre tele, statue ed altri manufatti in deposito presso la Chiesa Madre euro100.000,00;
-Recupero e restauro dei materiali archeologici interrati sotto il pilastro Nord della Chiesa Madre euro100.000,00;
Intese istituzionali
Disponibilita' a forme di gestione diretta Si -L'Ente ha in itinere un programma di gestione del bene basato sul coinvolgimento di associazioni e cooperative con personale altamente qualificato per fornire un servizio pressoché completo sulla fruizione di tutti i contenuti che andranno a definire l'assetto museale che è alla base della presente proposta di valorizzazione
Disponibilita' a forme di gestione indiretta SI
Risorse aggiuntive
Sostenibilita' gestionale E' in corso di definizione un piano di gestione del bene che chiama in causa sia l'Ente (comune) sia il gestore, specificandone il ruolo ed anche l'impegno economico. Nel secondo caso le risorse economiche scaturiranno dalla vendita dei biglietti d'ingresso e da risorse finanziarie stabilite da apposito capitolo di spesa dell'Ente
Sostenibilita' finanziaria Al momento non disponibile
Vincoli su territorio Decreti del 26/06/2003 del Ministero per i Beni e le Attivit? Culturali ai sensi degli artt. 2, 5, 6 del Dlgs 490/1999.
Conformita' urbanistica Gli interventi sono conformi agli strumenti urbanistici attualmente vigenti.
Conformita' ambientale Gli interventi sono conformi alle norme ambientali attualmente vigenti.
Eventuali risorse aggiuntive
Stato della progettazione Progettazione preliminare