Attenzione! Il browser in uso è obsoleto e si potrebbero verificare anomalie nella visualizzazione o durante la procedura, si consiglia di installare un browser aggiornato.
Patrimonio culturale della Basilicata Regione Basilicata
Riferimenti dell'Ente
Qualificazione giuridica Comune
Denominazione COMUNE DI MONTALBANO JONICO
Codice fiscale/Partita IVA 81001250778
Comune Montalbano Jonico
CAP 75023
PEC comune.montalbano@cert.ruparbasilicata.it
Legale rappresentante PIERO MARRESE
Responsabile del procedimento
Nominativo VINCENZO PIERRO
Email patrizia.nardiello.pn@gmail.com
Telefono 0835/593814
Ruolo Istruttore Tecnico - Architetto
Denominazione del bene tangibile
Nome del bene Archeoparco di Andriace
Localizzazione
Localita' Montalbano Jonico
Indirizzo c/o strada provinciale Montalbano - Scanzano Andriace
Coordinate geografiche 40.291610; 16.663570
Riferimenti catastali
Comune Montalbano Jonico
Foglio 63
Particella/e 45
Descrizione del bene
Natura prevalente Giardino o parco
Complesso strutturale L'Archeoparco si trova nel bosco di Andriace. Il suo territorio ha come confini la c.da Olivastreto ad est, il fiume Cavone a nord, la c.da Citrangolo e Largo S. Luca ad ovest, il colle di Termitito e l'area della Quotizzazione Demaniale a sud.
Periodo di realizzazione Anno V-III millennio a.C.
Valutazione espressa dal MiBACT Nessuna
Contesto Il Villaggio Preistorico è stato ricostruito, in scala reale, secondo un villaggio neolitico del V-III millennio a.c., come quelli rinvenuti nell'area del Materano. Esso è uno spazio attrezzato e creato appositamente per permettere ai visitatori, piccoli o grandi che siano, di avvicinarsi in maniera concreta al mondo dell'archeologia e di calarsi per un giorno in quelle che erano le principali attivit? della vita quotidiana dell'uomo preistorico, stimolando la propria creativit?, manualit? e inventiva. Esso si articola in uno spazio abitato, dotato di torretta di avvistamento, caratterizzato da due capanne e da altre strutture funzionali alle attivit? quotidiane (pozzetto, ovile, aree di lavoro, pagliaia, etc.), delimitato da un fossato di recinzione. All'interno del villaggio troviamo la ricostruzione dell'IKRIA, una delle prime forme di strutture lignee utilizzate per manifestazioni e rappresentazioni pubbliche, come attestate in ambito greco e magno greco nel VII-VI secolo a.C.
Sintesi morfologica e tipologica Il CASTRA AESTIVA dell'Archeoparco di Andriace è la ricostruzione in scala dell'accampamento fortificato che ospit? la IV Legio della Repubblica Romana al comando del console Publio Valerio Levino prima della battaglia che si svolse nel mese di luglio dell'anno 280 a.C. contro la coalizione greca che univa l'Epiro, Taras (Taranto), Thurii, Metaponto ed Heraclea, sotto il comando del re Pirro II d'Epiro. Teatro dello scontro fu il territorio dominato dalla citt? di Heraclea. L'esigenza di dotarsi di un luogo fortificato per il pernottamento delle legioni nasce a partire dalla fine del IV-inizi del III secolo a.C., quando l'esercito romano, dovendo condurre campagne militari sempre più lontane dalla citt? di Roma fu costretto a trovare delle efficaci soluzioni difensive in territori spesso ostili. Ci? indusse i Romani a creare, dalle guerre pirriche, un primo esempio di accampamento militare da marcia fortificato, per proteggere le armate romane al suo interno.
L'Area adibita per i Laboratori di Archeologia sul campo consiste in uno spazio in cui il gruppo di archeologici specialisti dell'Archeoparco ha provveduto a ricostruire ben 4 contesti funerari: Tomba A. Sepoltura maschile databile alla prima et? dei Metalli (2000 a.C. circa); Tomba B. Sepoltura femminile enotria databile all'et? del Ferro (IX-VIII sec. a.C.); Tomba C. Sepoltura femminile di et? ellenistico-romana (III-II sec. a.C.); Tomba D. Sepoltura infantile riferibile all'epoca greca classica (V-IV sec. a.C. circa), ed una superficie per la ricognizione archeologica. I partecipanti alle attivit? saranno protagonisti dello scavo vero e proprio di una tomba, utilizzando strumenti e metodologie rigorosamente scientifici, oppure effettueranno, in apposita area, una simulazione di ricognizione di superficie (survey) con il recupero, la quantificazione e la classificazione di reperti. L'Area adibita alle attivit? ludico-didattiche e ai laboratori archeologici e naturalistiche comprende anche l'Antro dell'Aedo, uno spazio, ricavato nella macchia mediterranea. Ben tre percorsi naturalistici attrezzati: il Sentiero della natura mediterranea, il Sentiero Grufolante, cos? chiamato dall'omonimo fosso scavato dall'acqua nel corso dei millenni, e il "Sentiero umido", che si snoda anch'esso lungo un piccolo corso d'acqua. La vegetazione che caratterizza l'intero parco è la macchia mediterranea, costituita principalmente da piante arbustive dell'altezza media di 2-3 metri, perenni e sempreverdi, come il lentisco, l'alaterno, la fillirea, il corbezzolo, etc. Quest'area nel passato era caratterizzata da un bosco fittissimo che offriva legname e selvaggina all'uomo del Neolitico, ma l'intenso disboscamento per sfruttare il legname e per creare nuove aree adibite al pascolo, ha favorito la conversione in macchia. Passeggiando tra i sentieri è possibile imbattersi nella fauna tipica della macchia mediterranea: poiane, tartarughe, volpi, istrici, ricci.
Storia Secondo il Racioppi l'etimologia della parola Andriace ha un'origine greca e significa "luogo pieno di carbone", derivante dal caratteristico manto boschivo che da tempi molto antichi ricopriva questa area. Le prime notizie di Andriace risalgono al Medioevo, all'epoca normanna quando il conte Ubaldo, signore di Petrolla, don? il 10 luglio il feudo andriacese al monastero di Banzi, in presenza di tale Stefano di Alberico da Montalbano, mentre più tardi, nell'ottobre del 1151, re Ruggiero conferm? al medesimo monastero i beni compresi nel territorio di Andriace. Nel 1304 nemici del cenobio banzese occuparono l'area costringendo alla fuga la popolazione che risiedeva nella tenuta e che si rifugi? a Montalbano: da quel momento Andriace si avvi? verso un lento abbandono ed impoverimento che costrinse il monastero di Banzi a cedere il feudo alla Mensa Vescovile di Tricarico, con atto notarile del 13 giugno 1354. Nel 1723, il feudo di Andriace aveva un'estensione di 2200 ettari circa: la tenuta confinava a nord con il territorio di Pisticci e con il fiume Cavone; ad Oriente con il territorio di Scanzano, il cui limite era il fosso Grufolante; a sud con i terreni del 'Summulco' (di propriet? del Comune di Montalbano) seguendo la linea del fosso Ferrarulo; ad occidente con la difesa dell'Ucio. La grande area boschiva di Andriace rimase tale fino al 1870, quando inizi? il sistematico disboscamento ovunque si ritenevano i terreni adatti per la messa a coltura.
Destinazione d'uso Ludico/ricreativo Si, è fruibile
Periodo di fruizione Tutti i giorni
Modalita' di gestione Indiretta
Servizi attivi - Editoria e vendita di cataloghi
- Accoglienza
- Informazione
- Guida e assistenza didattica
- Iniziative promozionali
- Pulizia
Servizi attivabili - Editoria e vendita di cataloghi
- Sussidi e materiale informativo
- Riproduzioni
- Accoglienza
- Informazione
- Guida e assistenza didattica
- Caffetteria
- Ristorazione
- Organizzazione di mostre e manifestazioni culturali
- Iniziative promozionali
- Pulizia
- Visita e vigilanza
Non fruibilita' Bene fruibile
Completamento ai fini della valorizzazione e fruizione
Data e storia recente dei restauri e degli interventi di conservazione Il bene allo stato attuale non si trova in un stato degno di valorizzazione archeologica.
Risorse necessarie per opere murarie 1000000
Risorse necessarie per attrezzature e allestimenti 1000000
Risorse necessarie per altro 500000
Eventuale descrizione risorse necessarie per altro Volontari
Intese istituzionali
Disponibilita' a forme di gestione diretta Si
Disponibilita' a forme di gestione indiretta Esistono attualmente delle forme di collaborazione.
Risorse aggiuntive Si
Importo risorse aggiuntive 50
Sostenibilita' gestionale Non esiste un piano di gestione.
Sostenibilita' finanziaria Si, alla sostenibilit? finanziaria da parte di Regione, Comunit? Europea.
Vincoli su territorio Si, in tutto il Bosco di Andriace.
Conformita' urbanistica Si, alla conformit? urbanistica.
Conformita' ambientale Si, alla conformit? ambientale.
Eventuali risorse aggiuntive Si
Stato della progettazione Progettazione preliminare